Addolcitori, filtri, depuratori. Sono tanti gli strumenti utilizzati per “pulire” l’acqua, togliere il cloro, trattenere i residui. Ma sono ancora di più le strategie spesso truffaldine utilizzate dai rivenditori per convincere a comprare prodotti che possono costare anche migliaia di euro. Siccome però la fantasia dei lestofanti non ha confini, ci troviamo ora di fronte a un altro raggiro che tira in ballo nientemeno che la Regione Veneto. Palazzo Balbi è solo una vittima, utilizzata dai truffatori per rendere la comunicazione più autorevole, ed è per questo che sul sito del presidente Lica Zaia appare un allert che si rifer9iisce proprio questo nuovo escamotage.
“Negli ultimi giorni – si legge – sono stati segnalati diversi casi di chiamate non richieste con offerta gratuita di un addolcitore dell’acqua da parte della Regione del Veneto in cambio della sottoscrizione di un contratto di manutenzione. La Regione non ha mai avviato una campagna simile. Chiunque riceva telefonate di questo tipo non fornisca alcuna informazione sensibile e segnali immediatamente l’accaduto alle forze dell’ordine. Diffidate sempre di numeri sconosciuti, la collaborazione dei cittadini è essenziale per contrastare questo fenomeno e garantire la sicurezza della comunità“.
Anche Adico ha ricevuto in questi giorni alcune segnalazioni su questo raggiro anche se, come detto, per quanto riguarda queste strumenti utilizzati per pulire l’acqua, ‘associazione ha aperto varie pratiche che riguardano soprattutto la poca (se non inesistente) trasparenza sul prezzo di vendita e in particolare sulla rateizzazione. Recente il caso di una socia che contesta come alla prima visita le sia stata proposto un importo ma, una volta siglato il contratto, ha capito che la cifra sarebbe stata ben superiore a quanto preventivato.
“Capiamo perfettamente che esiste l’interesse della gente per prodotti come i depuratori – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – e i venditori sono molto bravi a spiegare come il costo venga ammortizzato in poco tempo, considerando che il risparmio che deriva dal non acquistare più le bottiglie al supermercato. Ma non è tutt’oro quello che luccica quindi meglio pensarci mille volte, calcolatrice alla mano, prima di firmare il contratto. E’ necessario assicurarsi che la modalità di pagamento sia ben chiara e definita. Per quanto riguarda il raggiro perpetrato spendendo il nome della regione rientra in quelle modalità truffaldine che puntano a raccogliere più adesioni possibili grazie a una massiccia e massiva campagna telefonica che alla fine porta purtroppo qualche frutto”.