Padova. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, il trend del 2024 regala un trend migliore rispetto allo stesso periodo (gennaio-novembre) del 2023: 322 immatricolazioni in più con una variazione percentuale finalmente positiva: + 1,7%. Eppure il mercato delle auto nuove in provincia di Padova, come nel resto dell’Italia, non è affatto uscito dalla crisi, anzi. Infatti, come dimostra in modo chiaro e impietoso il dato storico del 2019, l’anno pre-covid, oggi il numero di vetture acquistate dai padovani è nettamente inferiore: oltre 8 mila immatricolazioni in meno con una diminuzione che sfiora il 30%.
Insomma, l’analisi realizzata da Adico grazie all’elaborazione dei dati pubblicati nel portale dell’Unrae (Unione nazionale rappresentanti auto estere, operanti in Italia) descrive un quadro a tinte fosche che non può essere ravvivato dai dati del periodo gennaio-novembre 2024 che fra l’altro mostrano fluttuazioni mensili spesso rilevanti.
Ma analizziamo le tendenze partendo dal confronto fra l’anno in corso e quello passato. Nel 2024 (escluso ovviamente dicembre) sono state vendute ai padovani 19.337 automobili (l’analisi di Unrae considera la provincia di residenza del proprietario) contro le 19.015 del 2023. La variazione è minima e consta le buone performance dei mesi di febbraio (più 132 immatricolazioni rispetto allo stesso periodo del 2023), aprile (più 193), giugno (più 339), luglio (più 210), ottobre (più 77), e novembre (più 88). Il mese migliore è stato giugno in concomitanza con l’approvazione degli ecoincentivi. Un provvedimento che avrebbe dovuto rilanciare in modo determinante il settore invece ha fornito solo una spinta iniziale che pare essersi già esaurita.
D’altra parte, guardando il 2019, anno fra l’altro non particolarmente florido per il mercato della auto, ci si rende conto di quanto grave se non drammatico sia questo periodo per i concessionari (ma pure per il territorio, visto che l’indotto del settore è fra i più importanti per l’economia locale). Fra gennaio e novembre 2019 le immatricolazioni nel Padovano sfiorano quota 27 mila e 500. A gennaio di quell’anno si sono vendute 1.315 auto in più rispetto allo stesso mese del 2024. A febbraio, 1.072; a marzo, 730, ad aprile, 789; a maggio, 1.057; a giugno, 422, a luglio, 683; ad agosto, 275; a settembre, 647; a ottobre, 667; a novembre, 448.
Per quanto riguarda invece i marchi, la Toyota Lexus si piazza al primo posto fra le auto più vendute ai padovani negli undici mesi del 2024 presi in considerazione: 2.094 macchine vendute che rappresentano circa l’11 per cento del totale. Al secondo posto “resiste” Volkswagen, casa automobilistica in piena crisi: 1.492 immatricolazioni con una quota sul totale delle vendite del 7,7%. Sul podio anche la Dacia (1.133 auto vendute, il 5,9% del totale) seguita a breve distanza da Peugeot (1.097 vetture acquistate da automobilisti residenti nel Padovano, il 5,7% del totale delle vendite). La Kia si piazza al quinto posto (941 macchine vendute, il 4,9% del totale). E La Fiat? Si trova settima in graduatoria, con 875 immatricolazioni e una quota sul totale del 4,53%. Sopra di lei, seppur di poco, la Renault, (879, 4,55%). Da segnalare anche discrete performance per le vetture di lusso: fra gennaio e novembre i padovani hanno comprato 311 porsche e pure 29 jaguar. Oltre a 835 Mercedes che coprono una quota di vendite quasi identica a quella ottenuta dalla Fiat.
“La crisi del settore auto è quotidianamente sotto gli occhi di tutti – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – Stellantis e Volkswagen sono l’esempio più lampante, se ne parla tutti i giorni in tv. Ma tutto io mercato soffre e neppure gli incentivi sembrano in grado di guarire il “malato”. Il confronto con il 2019 nel Padovano è impietoso. Ma non ci stupiamo affatto perché, al di là dell’anno degli anni della pandemia, il 2020 e il 2021, negli anni successivi è scoppiata un’inflazione che, secondo una nostra indagine, nel 2023 ha fatto crescere la spesa dei padovani di oltre 1.650 euro rispetto al 2022 e di circa 3.500 euro in confronto al 2021. I concessionari fanno molta fatica già da tempo e le chiusure anche nel Padovano non sono infrequenti. Però – continua Garofolini – assistiamo quasi settimanalmente persone, anche del Padovano, che contestano modalità scorrette di vendita e problematiche varie alle vetture nuove. C’è chi attende da mesi un pezzo di ricambio che sembra non arrivare mai e chi aspetta che gli venga consegnata l’auto nuova e intanto deve muoversi con modalità alternative. C’è chi ha riscontrato che il tachimetro ha i chilometri taroccati e chi ha trovato vizi non comunicati dal concessionario. Addirittura seguiamo una socia la cui macchina nuova non affronta le salite. Ma soprattutto stiamo ricevendo grandi lamentele per l’impossibilità di acquistare una macchina senza finanziamento. Di fatto, i rivenditori lo impongono e nel nostro sito abbiamo registrato un boom di commenti su questo argomento, a dimostrazione di come il problema sia più che sentito. Insomma, forse per invertire la tendenza servirebbe anche uno sforzo da parte degli stessi concessionari”.