La manovra finanziaria del governo Meloni sta andando, lentamente, in porto nelle acque agitatissime di un dibattito tutt’altro che sereno. Adico ha voluto analizzare i principali bonus previsti dalla legge di bilancio, molti dei quali sono solo riconferme di agevolazioni già esistenti. Ecco i nostri voti.
Carta per i nuovi nati. Il provvedimento contempla un bonus di 1.000 euro per i beni di prima necessità del neonato. I beneficiari devono avere un Isee inferiore ai 40 mila euro.
Voto: 6. Si tratta di una misura di certo utile anche perché il limite reddituale fissato rende la platea abbastanza ampia. Mezzo voto in meno, però, considerando che è stato il governo Meloni nella passata manovra a riportare l’imposta sul valore aggiunto per latte, preparazioni alimentari per lattanti e pannolini dal 5 al 10% e i seggiolini per bambini da installare negli autoveicoli addirittura dal 5 al 22%.
Bonus asilo nido. Il contributo nel 2025 diventa strutturale e sarà integrato fino a 3.600 euro l’anno. Questi i requisiti:
- bambino nato nel 2024
- secondo figlio di età inferiore ai 10 anni
- Isee sotto i 40mila euro
Voto: 6,5. La misura è divenuta strutturale e questo è un dato positivo. Lascia un po’ perplessi il secondo requisito, il limite reddituale è invece giusto. Il bonus non sconfiggerà la denatalità ma non si può negare che le rette degli asili nido siano per molte famiglie proibitive.
Bonus per la casa. Si potrà ancora usufruire del bonus ristrutturazioni e dell’Ecobonus, fissato al 50% per le prime case e al 36% per tutte le altre. Confermato anche il tetto di spesa detraibile a 96mila euro.
Voto: 6,5. Il tema delle ristrutturazioni e dell’efficientamento energetico degli appartamenti è centrale nel garantire un cambiamento ecosostenibile delle nostre abitazioni e quindi delle nostre città. Chiariamoci, questi incentivi sono stati introdotti con la finanziaria del 2007. L’attuale governo li ha solo confermati.
Bonus mobili. Vale anche per il 2025 e permette la detrazione Irpef al 50% con una spesa uguale o inferiore ai 5 mila.
Voto: sv. Anche qui parliamo di un bonus che risale ancora alla finanziaria del 2013. Viene rifinanziato, a che pro? Ai posterei l’ardua sentenza. Però se viene riproposto in varie manovre e da diversi governi, sicuramente un motivo ci sarà…si spera.
Bonus elettrodomestici. Consente di comprare elettrodomestici che garantiscono la massima efficienza energetica. Il bonus corrisponde a un massimo del 30% del costo dell’elettrodomestico ed entro i 100 euro per prodotto. Eccezione solo nel caso di Isee sotto i 25mila euro: in questo caso, la soglia massima di rimborso è pari a 200 euro.
Voto 6,5. Anche qui parliamo di un aiuto già introdotto nel 2013. Come per i bonus ristrutturazione e l’Ecobonus, il giudizio resta positivo, perché testimonia una filosofia che condividiamo e che si rivolge alla difesa dell’ambiente e contro gli sprechi. Mezzo voto in meno perché il contributo è modesto e non incentiva in modo deciso l’acquisto di elettrodomestici più efficienti e meno impattanti.
Carta dedicata a te. Ritorna il contributo una tantum di 500 euro per l’acquisto di prodotti alimentari. Il beneficio è riservato ai nuclei familiari meno abbienti.
Voto: 3. Bonus totalmente discriminatorio perché arriva a solo un quinto dei potenziali beneficiari. Già questo basta per bocciarlo in toto, restano poi i grandi dubbi qu queste singole erogazioni che non hanno nulla di strutturale e di definito. Lo scorso anno siamo stati sommersi di segnalazioni da parte di famiglie che non hanno ricevuto la carta pur avendone diritto. Peggio di così.
Bonus psicologo. L’intervento, fortemente sostenuto dai due maggiori partiti dell’opposizione (Pd e M5S), prevede un aumento di 1,5 milioni di euro rispetto all’anno passato.
Voto: 4. Restiamo davvero dubbiosi sull’utilità di questo sostegno. Il tema è molto delicato e a nostro avviso va affrontato con tutt’altro approccio, con il bonus di fatto si banalizza il problema. Il rischio, inoltre, è che il bonus venga richiesto da persone che non ne hanno bisogno, solo perché esiste e non possa essere uti8liozzato da chi ne avrebbe invece la necessità, perché non rientra nei requisiti fissati.