Mestre. La brutta notizia per gli utenti mestrini (e italiani in genere) è contenuta nella stessa comunicazione diffusa in questi giorni dall’ Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera): “il perdurare delle tensioni geopolitiche in alcune aree strategiche” e il “rialzo stagionale dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica, correlato alle quotazioni del gas naturale in vista della stagione invernale” faranno aumentare i costi energetici delle famiglie. Tradotto, guerra e speculazioni determineranno un aumento per le bollette che, dopo il drammatico 2022, si erano abbassate a cifre accettabili (eccetto i rincari registrati negli ultimi mesi del 2024).
Se verranno confermate le previsioni, nel 2025 gli utenti mestrini pagheranno 230 euro in più, sommando le fatture di luce e gas, con un aggravio che colpirà di sicuro i clienti del settore “vulnerabile” (circa il 10% del totale delle utenze) che, al contrario di quelli serviti nel mercato libero, subiscono gli effetti dei rincari in modo pressoché automatico con l’aggiornamento trimestrale da parte della stessa Arera.
Adico ha calcolato i paventati incrementi elaborando i dati del portale Facile.it e del portale dell’Autorità che analizza le offerte sia del marcato “vulnerabile” sia di quello libero anche a livello territoriale. In questo caso l’associazione dei consumatori ha condotto la propria indagine basandosi sul codice di avviamento postale di Mestre.
Vediamo il risultato partendo dalla fornitura più impattante per le tasche delle famiglie: il gas (riscaldamento, acqua calda, cottura cibi). Seguendo il portale di Arera, con le tariffe attuali l’utente mestrino servito nel mercato vulnerabile spenderebbe in dodici mesi 1.347,21 euro. Con il rincaro previsto per il 2025 e calcolato da Facile.it secondo un più 10%, la spesa salirebbe di 134,72 euro raggiungendo all’incirca quota 1.482 euro. Più difficile il calcolo per chi è fornito nel mercato libero dove ci sono centinaia di offerte. Attualmente la più bassa a prezzo variabile è di 1.323,64 euro (in un anno), mentre quella media si aggira attorno a 1.660 euro. Guardando a quest’ultima tariffa e applicando lo stesso aumento previsto per il settore dei vulnerabili, la spesa sale di 166 euro.
Applicando gli stessi ragionamenti per la luce, con i prezzi attuali i mestrini vulnerabili pagano in un anno 868,30 euro che nel 2025 saliranno a 963,30 euro (con un surplus di 95 euro), se confermate le previsioni infauste di questi giorni. Nel libero l’offerta più vantaggiosa è di 823 euro, quella media di 1.060. Partendo da questa seconda cifra ci si attende in media un aumento di poco inferiore ai 110 euro nell’arco di 12 mesi.
“Siamo molto preoccupati per questi paventati rincari – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Al di là della guerra siamo convinti che le speculazioni per così dire stagionali la faranno da padrone. I nostri timori si rivolgono soprattutto agli utenti vulnerabili che sono per lo più persone anziane over 75, molti dei quali già alle prese con pensioni da fame rivalutate per il 2025 con importi irrisori. L’unica soluzione, purtroppo, è quella di ricorrere a comportamenti virtuosi già adottati da molti mestrini nel corso del 2022. In particolare in queste settimane che si preannunciano molto rigide a livello climatico, bisognerebbe sforzarsi di mantenere il riscaldamento a temperature più basse possibili, attorno ai 19 gradi, anche se sappiamo che, soprattutto le persone anziane, soffrono il freddo in modo più insopportabile rispetto ai più giovani. Naturalmente chiunque lo desideri può contattare l’associazione per valutare i termini della convenzione sottoscritta da noi con S4 Energia ancora nel 2022. Detto questo, chiediamo al governo di intervenire con le leve a disposizione, tipo la riduzione dell’iva, come già successo in passato, e la sospensione degli oneri di sistema, nel momento in cui i rialzi delle bollette risultino insostenibili per le famiglie”.
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