Mestre. C’è voluto l’intervento dell’Adico ma alla fine E.N., impiegata mestrina, può cantare vittoria in attesa di capire come finirà definitivamente il suo caso. La questione raccontata qualche giorno fa tramite il nostro sito, ruota attorno a un concetto lapalissiano ma che in questo caso l’ufficio contravvenzione della Polizia municipale di fatto tenuto in considerazione. Quando una persona ricorre contro una o più multe, non può ricevere intimazioni di pagamento fino a che non si concretizza la decisione definitiva da parte del Giudice di Pace. Invece E.N., che ha fatto ricorso contro 5 verbali, aveva ricevuto dall’Agenzia delle Entrate l’intimazione per il versamento delle somme dovute per una delle 5 sanzioni. La donna ha chiesto aiuto all’Adico che, in pochi giorni, ha opttenutolo sgravio della cartella esattoriale in quanto, appunto, il verbale era già oggetto di ricorso al Gdp.
Questa la vicenda. La donna ancora nel 2023 ha ricevuto cinque multe per transito non autorizzato nella zona a traffico limitato mestrina. L’impiegata, infatti, essendosi trasferita da poco nel centro mestrino, non era a conoscenza di certe regole. Avendo chiesto e ottenuto il permesso per il parcheggio, era convinta che quel pass valesse anche per il passaggio nella zona a traffico limitato. In effetti le due concessioni non sono collegate ma la 63enne mestrina, visto anche l’importo richiesto (circa 510 euro) ha deciso di rivolgersi all’Adico per farsi tutelare.
Tramite l’associazione ha dunque presentato ricorso appellandosi a una norma del 1981 che prevede di fatto la “buona fede” in casi di questo tipo. L’errore, infatti, è stato determinato da una scorretta interpretazione della tipologia di permesso, in più si contempla il suo diritto di raggiungere la propria abitazione.
Il 10 ottobre 2023 è stato presentato ricorso al Giudice di Pace grazie al quale, com’è ovvio, viene sospesa l’azione di riscossione in attesa di una sentenza. A maggio 2024, però, la socia Adico ha ricevuto un avviso di mancata riscossione relativo ovviamente a quelle infrazioni. Così, tramite Adico, la donna ha scritto alla Polizia locale specificando, appunto, che in attesa di una sentenza da parte del Giudice non si può richiedere il pagamento. Il ricorso, di fatto, blocca le azioni di recupero del presunto credito. La questione sembrava chiusa, sempre in attesa dell’udienza. Qualche giorno dopo invece, l’impiegata ha ricevuto l’intimazione per il versamento di 223 euro che corrispondono, in realtà, a una sola sanzione comprensiva di diverse maggiorazioni.
Ora, fortunatamente, la questione è stata risolta ma solo dopo un’attività legale e un impegno specifico sia da parte dell’Adico che della diretta interessata.
“Siamo molto soddisfatti del risultato – dichiara Carlo Garofolini, presidente di Adico -. Resta il fatto che troppo spesso il cittadino è costretto a perdere tempo e spesso soldi per risolvere questioni che non dovrebbero neppure nascere. In caso di spese affrontate dal diretto interessato dovrebbe essere rimborsato dall’autore del disservizio”.