Murano. Tecnicamente si chiama “omessa dichiarazione e insufficiente versamento per l’anno accertato” ed è una violazione che in queste settimane Veritas sta evidentemente contestando a molti veneziani. Di fatto, l’azienda, attraverso controlli a random, indentifica quegli immobili in cui il proprietario non abbia dichiarato l’utenza ai fini del pagamento del tributo Tari. A quanto pare, tuttavia, gli accertamenti non sembrano così impeccabili visto che gli avvisi di accertamento stanno arrivando anche e persone che non hanno omesso proprio nulla. Questo, almeno, è ciò che si può ricavare dai due recentissimi casi seguiti dall’Adico e terminati con l’annullamento della richiesta di pagamento. L’ultima vicenda in ordine di tempo riguarda R.D. un pensionato di Murano che si è visto recapitare un avviso da parte di Veritas con la richiesta di corrispondere circa 895 euro, ridotti a 617 grazie alla definizione agevolata, per la mancata dichiarazione dell’utenza e quindi il mancato pagamento del tributo Tari dal 2018 al 2023. Una richiesta totalmente fuori luogo visto che l’immobile in questione si trova sì a Murano, ma in campo del Prà, mentre il pensionato risiede in calle Darduin e non ha altre abitazioni in suo possesso.
L’uomo, dunque, si è rivolto ad Adico che i9n poco tempo ha risolto il problema. Veritas, infatti, ha riconosciuto l’errore annullando le richieste di pagamento.
La questione, però, non è isolata visto che una decina di giorni fa ci siamo ritrovati a raccontare una storia simile e con un risultato identico, l’annullamento della “cartella” inviata da Veritas. La “vittima” dell’errore è sempre un pensionato, ma questa volta di Marghera. L’azienda gli aveva inviato il solito l’avviso di accertamento “per omessa dichiarazione e insufficiente versamento” relativamente a due anni di Tari. Da qui la richiesta di pagamento per tre fatture: una di 922 euro, un’altra di 989 euro e l’ultima da 38. In realtà, però, tramite Adico, l’uomo ha dimostrato di aver regolarmente corrisposto il dovuto tramite Pagopa. Ecco dunque la richiesta di annullamento in autotutela che è stata accolto da Veritas.
“E’ possibile che qualche cosa non stia funzionando nel sistema di accertamento – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico -. il fatto che già due persone si siano rivolte a noi in così poco tempo è inusuale quindi chiediamo a Veritas di controllare che non ci siano problemi con il monitoraggio. In questi due casi l’annullamento è avvenuto subito vista l’evidenza dei fatti. Però i due pensionati hanno comunque dovuto muoversi e farsi assistere da noi per richieste palesemente non legittime. Siccome, da quanto capiamo, le verifiche random proseguono invitiamo i cittadini che hanno ricevuto un avviso di accertamento non dovuto, a contattarci il prima possibile per risolvere la situazione”.