Venezia. Gli aumenti possono arrivare anche fino all’80% (vedi lo zucchero). Ma, in generale, si attestano attorno a un comunque ingestibile +16%. E’ questo il dato allarmante che emerge da una recente indagine effettuata dall’Adico sui dati pubblicati nel sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Il confronto è stato effettuato fra i prezzi dei prodotti di largo consumo, e sono relativi ai mesi di giugno 2025 e giugno 2022.
Il risultato, come detto, è a dir poco inquietante. Quel +16% dell’estate del 2025 è una variazione rispetto al 2022 anno in cui è esplosa un’inflazione stile anni 80. Quindi è un confronto fra prezzi che si erano già impennati in modo irrimediabile rispetto al 2021.
Aceti +15%, caffè +53%, olio extravergine +39%, farina +28%, passata di pomodoro +31,5%…tanto per accennare ad alcuni emblematici risultati. E tutto questo in un territorio in cui molti lavoratori e molti pensionati devono fare i conti con stipendi per lo più inferiori ai 1.500 euro, un terzo dei quali viene destinato proprio al carrello della spesa.
“La situazione – conferma Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – è ormai insostenibile e anche figlia di palesi ed evidenti speculazioni perchè più di qualche punto vendita, a nostro giudizio, fa il furbo. Con la scusa dell’inflazione che è sulla bocca di tutti, aumenta i prezzi anche se non sarebbe necessario. E comunque su certi prodotti siamo arrivati a cifre che non stanno nè in cielo nè in terra per questo invitiamo i consumatori a boicottare quei punti vendita nei quali è evidente che ci si stia approfittando del cliente. In ogni caso ormai i carrelli della spesa sono sempre più vuoi e la gente sceglie discount e offerte”.
In tale contesto, attacca Garofolini, “il governo corre ai ripari con la solita per noi inutile carta Dedicata a te, bonus una tantum di 500 euro per i prodotti alimentari (almeno gli scorsdi anni rientrava anche il carburante). La misura è inutile perchè non è strutturale e risulta dunque una piccola regalìa alle famiglie indigenti per un mesetto di improbabile tranquillità. Dalle nostre precedenti indagini, poi, risulta che la card alla fine arrivi a un numero di famiglie ben inferiore rispetto a quelle che ne avrebbero i requisiti”.