Venezia. Quanto hanno speso, in media, le famiglie venete nel 2024 per vivere? Ovvero, senza contare extra particolari e soprattutto, imprevisti, quanto hanno sborsato per cibo, bollette elettriche, trasporti, assicurazioni, istruzione, ricarica dei cellulari e quant’altro? A illuminarci, anche quest’anno, è la consueta ricerca dell’Istat relativa proprio ai consumi della famiglie italiane con precisi focus regionali. Ebbene, solo guardando l’esborso mediano, ovvero quello che ha riguardato più della metà degli italiani, c’è da restare ancora una volta sbalorditi perché ci si rende conto di quanto cara sia la quotidianità ed, evidentemente, di quanti sacrifici devono fare i cittadini, in particolare lavoratori dipendenti e pensionati, per portare avanti la baracca.
L’istituto di statistiche, infatti, fotografa la spesa macinando cifre che fanno impressione. A livello mediano le famiglie hanno tirato fuori circa 2.475 euro il che significa poco meno di 82 euro al giorno. Parliamo di un importo altissimo perché significa luogo che la famiglia in questione deve portare a casa due redditi a meno che uno dei due componenti non possa contare su stipendi uguali o superiori ai 2.500 euro netti mensili, cioè circa 3 mila e 500, 4 mila euro lordi, Una cifra davvero rilevante che di certo non rispecchia gli stipendi medi degli italiani, anzi. Se invece le entrate sono due, allora le cose cambiano un po’, perché si parla di stipendi da 1.200 euro netti che comunque richiedono un lordo superiore ai 1.500 euro.
Infatti, rispetto all’anno precedente (2023), l’esborso è stato leggermente inferiore -0,8%) a fronte, però, di un’incremento dell’inflazione contenuto ma comunque superiore. Ciò significa che in parte molte famiglie hanno ridotto la spesa, in particolare quella alimentare che per esempio nel 2025, secondo una nostra indagine basata sui dati del Mimit, costa fra il 7 e il 10% in più del 2024. Insomma, anche i cittadini veneti stanno perdendo potere d’acquisto e questo si riflette sulla qualità della vita di troppe famiglie.
Guardando alle singole voci nel 2024 i nuclei veneti, l’impatto maggiore sul portafoglio riguarda le spese per la casa, bollette in primis (ma anche mutui, affitti o altro), che nel 2024 hanno eroso circa 955 euro mensili andando a rappresentare il 33,4% della spesa totale. Al secondo posto naturalmente il carrello dei prodotti alimentari che sono costati circa 530 euro mensili cioè più di 17 euro al giorno e compongono il 18,6% della spesa complessiva. Sul podio anche i trasporti con 335 euro (11,7% della spesa complessiva).
“Quando ci troviamo di fronte a questi dati – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -, restiamo sempre a bocca aperta. Ci rendiamo infatti conto di quante difficoltà vi siano in capo ai cittadini perché o si è percettori di uno stipendio di tutto rispetto oppure è quasi impossibile vivere senza dover richiedere prestiti o diventare inadempienti oppure rinunciare a beni non del tutto essenziali ma ai quali non si è mai rinunciato. Di fronte a stipendi bloccati al palo e a rivalutazioni delle pensioni del tutto inadeguate, continuiamo a lanciare il nostro allarme. Serve un intervento forte della politica affinché si intervenga dove si può, ovvero sui salari. Purtroppo la povertà sa aumentando, sia quella relativa sia quella assoluta, i rincari sul carrello della spesa sono a nostro avviso ben superiori rispetto a quelli rilevati dall’Istat e mai come oggi dire he le famiglie non arrivano a fine mese è una realtà assoluta. L’emergenza secondo Adico è proprio sul prodotti alimentari ai quali non si può rinunciare. Il periodo buio, però, costringe i veneti a rinunce che prima non attuavano e questo è un pessimo segnale. C’è chi addirittura, soprattutto fra le pensioni anziane, rinuncia addirittura alle cure sanitarie. E questo è il vero problema“.
Ecco di seguito le voci di spesa mediana per le famiglie venete nel 2024.
Prodotti alimentari: 531 euro (18,6%)
Bevande alcoliche e tabacchi: 44 euro (1,5%)
Abbigliamento e calzature: 110 euro (3,8%)
Abitazione, acqua, luce, gas: 955 euro (33,4%)
Salute: 115 euro (4%)
Trasporti: 335 euro (11,7%)
Informazione e comunicazioni: 77 euro (2,7%)
Ricreazione, sport, cultura: 130 euro (4,6%)
Istruzione: 22 euro (0,8%)
Servizi di ristorazione e alloggio: 199 euro (6,9%)
Servizi assicurativi e finanziari: 82 euro (2,8%)
Beni, servizi, cura della persona, protezione sociale: 141 euro (4,9%)