Mestre. La domanda sorge spontanea. Il Comune di Venezia si è mosso in tempo per onorare la promessa di rimborsare i mestrini vittime dell’alluvione di agosto? A quanto pare, no. Questo, almeno, è ciò che emerge attraverso la risposta fornita ad Adico dalla stessa Ca’ Farsetti – area Polizia locale e sicurezza del Territorio, settore Protezione Civile, Rischio industriale – in seguito alla richiesta di indennizzo per un socio residente in terraferma. L’auto dell’uomo lo scorso 21 agosto si è ritrovata completamente ricoperta dall’acqua per un danno complessivo quantificabile in più di due mila euro. Come richiesto il giorno dell’evento atmosferico estremo dallo stesso sindaco Luigi Brugnaro a tutte le vittime dell’alluvione, l’uomo ha documentato sia a livello cartaceo (preventivo del carrozziere) sia fotografico (vedi immagine pubblicata qui a lato) le drammatiche condizioni della macchina. Una decina di giorni fa il protagonista della disavventura si è rivolto all’Adico per farsi assistere in questa complessa vicenda ed è grazie all’attività dell’associazione che sono emersi gli evidenti ritardi relativi ai rimborsi per l’acquazzone estivo che ha letteralmente sommerso d’acqua molte strade della città.
“Sarà nostra cura contattarvi – è la risposta del Comune alla diffida inviata dall’Adico – non appena disponibile la modulistica predisposta dal Dipartimento della Protezione Civile per la segnalazione dei danni subiti. La stessa modulistica si potrà trovare pubblicata nel sito del Comune di Venezia e nella pagina della Regione”.
La comunicazione è a tutti gli effetti emblematica. “Come si può evincere dagli articoli apparsi in quei giorni nei media locali – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico – il primo cittadini fin da subito si è fatto sentore invitando le persone danneggiate a documentare tutti i dati per la richiesta dei rimborsi. Stupisce apprendere ora che la modulistica per gli indennizzi non sia stata ancora predisposta. Ci chiediamo ora di chi sia la responsabilità anche se, a quanto si evince dalla risposta, la responsabilità dei ritardi è da addossare al dipartimento della Protezione Civile. Ma, se è così, l’amministrazione locale non avrebbe dovuto fare pressione affinché venisse pubblicata la modulistica? A prima vista, non sembra una cosa complessa. Qui non parliamo di ritardi nei rimborsi che potrebbero essere più comprensibili. E la cosa ci lascia attoniti”.