A Natale un mestrino su cinque non farà regali. I cittadini bocciano l’offerta commerciale della terraferma (a parte piazza Ferretto)

Mestre. Da una parte, le luci, le iniziative, l’offerta commerciale di livello quantomeno accettabile di piazza Ferretto e delle zone limitrofe. Dall’altra, una città priva di anima natalizia, colma di serrande chiuse o di attività poco attrattive. Mestre, ormai da anni, in questi giorni di festa, mostra il doppio volto, quello allegro e festante del centro e quello molto meno gioioso di quasi tutte le altre aree della terraferma. Adico ha proposto un questionario ai propri soci mestrini (214 risposte) cercando di capire come sarà questo Natale in città sotto vari punti di vista.

Dall’indagine balza agli occhi come poco meno di un quinto del campione (il 18%) non intenda acquistare regali o comunque non abbia ancora deciso se farli o meno. La cosa ovviamente non stupisce più di tanto visto che ormai molti consumatori attendono il periodo dei saldi per dedicarsi allo shopping, soprattutto per ciò che riguarda scarpe e abbigliamento.

Il 37,8% dei mestrini coinvolti nell’indagine cercherà i regali natalizi in più punti vendita, dai negozi del centro, ai mercatini, fino alla grande distribuzione. Il 18,9% opterà per le attività di piazza Ferretto e delle zone limitrofe, l’8% nei mercatini, un 10% si affiderà all’ e-commerce quindi ai regali online. La percentuale di chi afferma di puntare direttamente alla grande distribuzione è bassa, il 5,4%, ma è chiaro che il dato aumenta tenendo conto che bisogna considerare i tanti mestrini che hanno risposto di recarsi in più punti vendita (il già citato 37,8%) ed è presumibile che molti acquisti avverranno proprio dove l’offerta è più ampia e variegata, i centri commerciali, appunto.

Dal questionario emerge anche che per il 40,5% per cento dei mestrini la proposta commerciale del centro città può essere definita discreta, oltre un terzo (il 35,1%) invece, mediocre. C’è anche chi la ritiene buona (8%) e ottima (2,7%). E’ pessima invece per il 5,4% dei del campione coinvolto nel questionario.

Come prevedibile i giudizi diventano impietosi quando la prospettiva si sposta su altre arterie della città, come Corso del Popolo, via Cappuccina, e via Piave. Qui le situazioni sono ben più complesse, fra negozio chiusi, attività poco attrattive e situazioni di degrado che non rendono piacevole la passeggiata per lo shopping. In quelle zone l’offerta è considerata pessima da quasi il 40% del campione, mediocre da poco meno di un terzo, discreta da un altro 13,5%. D’altra parte, le risposte non stupiscono visto che anche a livello di addobbi e di iniziative quelle tre strade non sembrano rientrare da tempo nel clima del 25 dicembre. Lascia perplessi di sicuro la rassegnazione di una parte degli intervistati (oltre il 10%) i quali ritengono la situazione pressoché irrecuperabile.  

In tale contesto, l’indagine ha messo in luce anche la principale richiesta dei cittadini mestrini per quanto riguarda le possibili soluzioni necessarie per rendere la città più appetibile, soprattutto al di là del centro. Quasi un mestrino su due (il 48,6%) chiede maggiori investimenti per sicurezza, lotta al degrado e decoro urbano. Tutti temi in grado di favorire ovviamente un maggiore appeal dell’intera città. C’è anche chi (il 18,9%) invoca norme per regolare l’apertura di negozi di bassa qualità. C’è però un altro tema che sta a cuore a una parte di cittadini (il 12,5%), ovvero quello di imporre norme sanzionatorie ai proprietari dei negozi sfitti da troppo tempo. E’ chiaro, infatti, che una serranda abbassata non rappresenta certo un incentivo allo shopping alla passeggiata e, anche in assenza di un possibile acquirente, è possibile comunque predisporre allestimenti più allettanti di uno spazio completamente vuoto.

“Tramite la nostra indagine – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico – abbiamo cercato di fotografare la realtà mestrina sotto alcuni punti di vista che vanno al di là del Natale ma che ovviamente in questo periodo dell’anno emergono in modo più evidente. Da tempo denunciamo l’abbandono di alcune aree della terraferma, e non parliamo di arterie secondarie, ma di strade che una volta erano frequentate e proponevano una offerta commerciale interessante. Naturalmente molto è cambiato ma fa specie apprendere la rassegnazione di alcuni commercianti che in altri anni avevano provato a cambiare le cose, cercando di fare rete con altri negozianti.  Ora in molti sembrano aver perso ogni speranza e fa specie che più di qualcuno affermi che ormai non ci sia più nulla da fare. Vedremo come andrà questo Natale anche se le previsioni non appaiono al momento molto positive”.

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