“50 euro pari accedere a Venezia? Una follia. A questo punto chiediamo direttamente la dichiarazioni dei redditi ai visitatori e non facciamo entrare chi è sotto una certa soglia”. Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, ha un diavolo per capello. Da sempre contrario al ticket d’accesso, “perchè la città è di tutti, Venezia non è Disneyland”, ha accolto con grande rammarico la proposta del neosindaco Massimo Venturini (ticket frai 30 e i 50 euro), che di fatto ha mantenuto l’annuncio già maturato in campagna elettorale.
“Come abbiamo sempre detto – attacca Garofolini – il ticket d’accesso per regolare i flussi è una sconfitta della politica che non è in grado di trovare vere soluzioni, come la diversificazione dei tragitti per i turisti. La misura ha già dimostrato ampiamente la sua inefficacia perché non ha portato alcun risultato sulle presenze turistiche. E’ servito solo per fare cassa, spremendo i soliti noti e mettendo in tasca una somma che, a quanto pare, è simile a quello che si è speso per questa follia”.
Il presidente di Adico ricorda che “i turisti sono già spremuti per bene quando vengono a Venezia, a cominciare dai trasporti pubblici. Una famiglia di 4 persone non residenti che vuole farsi una gita bel centro storico deve considerare un budget molto elevato, se ci aggiungiamo anche il ticket si impedirà a quella famiglia di visitare la città almeno nei giorni in cui è a pagamento. Venezia è un bene di tutti, ricchi e poveri, e chiunque deve avere il diritto di vistarla e di farla visitare magari ai propri figli”.
Il turista, secondo Carlo Garofolini, “fra calli e campielli paga anche l’aria che respira. Ache per fare pipì deve pagare. Tutto è caro, se non carissimo. Una pizza, un panino, una bottiglia, tutto costa di più del normale. Ora vogliamo trattare i visitatori, soprattutto pendolari, come fossero degli straccioni. Stiamo trasformando Venezia in un museo e tutto per l’incapacità palese di chi la amministra. Bisognerebbe incentivare il turismo fuori stagione, o promuovere percorsi diversi anche per raggiungere la meta più ambita, piazza San Marco. Non spetta a noi dire come bisogna gestire i flussi, ma di certo i ticket non rappresenta una soluzione ma anzi, un vero e proprio danno, una ferita nei confronti di una città che ha nel proprio dna l’esatto contrario, ovvero l’apertura verso il mondo”.