Rimborso delle rette per i malati di demenza senile nelle case di riposo, ancora nessuna risposta dalla Regione. Adico: “molti familiari pronti a fare causa”

La Regione risponderà alle richieste di Adico a favore di una 50ina di famiglie mestrine/veneziane che chiedono ilrimborso per le rette pagate a favore di parenti malati di alzheimer o di altre malattie dementigene?. Ovvero, la nuova giunta Stefani darà seguito alle sentenze delle Corte di Cassazione che ritengono illecito il pagamento della casa di riposo di fronte a patologie di questo genere?

E’ questa la domanda che l’associazione dei consumatori pone al nuovo “governatore” del Veneto visto che quello precedente ha fornito solo labili rassicurazioni lasciando poi la patata bollente al proprio predecessore.

“A questo punto – incalza Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – di fronte a un eventuale silenzio anche da parte della nuova giunta ci troveremo costretti, nostro malgrado, ad affidare la questione alTribunale con cause che richiederebbero tempo e impegno economico a tutte la parti in causa con un risultato vincente per i ricorrenti, visto ciò che sta succedendo nel resto d’Italia”.

L’associazione, negli ultimi tempi, sta seguendo una 50ina di famiglie veneziane, tutte decise a richiedere il rimborso per le rette – corrispondenti spesso a decine di migliaia di euro – pagate per ospitare un proprio caro che nel frattempo solitamente è deceduto.

La questione ruota attorno ad alcune sentenze e in particolare a una recente della Cassazione che le riassume tutte.

Di fatto, le case di riposo contemplano due tipi di servizi, uno alberghiero, che deve essere pagato dall’ospite, e uno assistenziale, che è a carico della Regione. La Corte ha però stabilito che per alcuni tipi di patologie – come appunto l’azheimer e in generale le demenze – i due tipi di servizi siano indissolubilmente legati o meglio che l’assistenza prevalga sull’alberghiero il quale è un servizio che diviene “inevitabile” e quindi a carico della Regione. Un principio molto rilevante che apre la strada a una miriade di ricorsi essendo pure retroattivo.

“Noi non vogliamo che la Regione faccia finta di nulla – sottolinea Garofolini – la precedente giunta, poco prima di andarsene, ha assicurato che avrebbe posto la questione alle Aulss di competenza. Ebbene, noi per ora non abbiano ricevuto alcuna comunicazione in merito. Visto però cosa sta succedendo in altre parti d’Italia, alla nuova amministrazione converrebbe rispondere ai nostri solleciti piuttosto che ritrovarsi sommersa di cause, costose per la cittadinanza e dall’esito molto delineato, visto che la giurisprudenza, com’è naturale, è orientata a dare ragione alle famiglie, seguendo soprattutto la sentenza della Cassazione. Alla giunta Stefani diciamo: se c’è batta un colpo”.

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