“Sballottati da un albergo a un altro senza spiegazioni e sotto il sole rovente”. La protesta di una coppia di pensionati in vacanza a Jesolo. Interviene l’Adico  

Jesolo. Se è una strategia consolidata, non fa di certo “onore” a chi la mette in atto. Se si tratta di un problema dell’ultima ora (concretizzatosi però anche nel 2024), restano dubbi sulla competenza di chi propone il soggiorno.

Fatto sta che la disavventura capitata a Jesolo a una anziana coppia originaria di Roncade (Treviso) – che attraverso la figlia ha denunciato l’accaduto e si è rivolta allo sportello Vacanza informata di Adico – ma anche a un’altra decina di turisti, lascia attoniti.  

Di fatto, a tutti questi sfortunati vacanzieri, è capitato di prenotare un albergo che, una volta raggiunto, era chiuso. E di essere trasferiti prima in un’altra struttura abbastanza vicina e infine in un hotel dall’altra parte di Jesolo.

Ma partiamo dall’inizio, concentrandoci sulla vicenda dei due anziani che, tramite la figlia, si sono rivolti ad Adico per valutare la richiesta di un risarcimento e, in ogni caso, per denunciare l’accaduto affinchè non ricapiti.  

La storia è questa.  L’anziana coppia – lui 78, lei 79 anni – già a marzo prenota il soggiorno all’ all’hotel Heron di Jesolo lido dal 4 all’11 luglio compresi. Camera matrimoniale, servizio di mezza pensione per due persone, ombrellone in prima fila, il tutto per un costo totale di 1.192 euro (con tassa di soggiorno compresa). Il 13 marzo i due pensionati sborsano la prima tranche di circa 360 euro e il 9 giugno saldano il conto.

Il 30 giugno la figlia della coppia riceve una mail di conferma del pacchetto prenotato. Il 4 luglio, come da programma, marito e moglie raggiungono l’hotel Heron ma qui trovano un cartello appeso alla porta d’ingresso che li manda per informazioni all’Hotel Florida, non molto distante dall’Heron stesso.

Sono circa le 16, fa caldissimo ma i due anziani, assieme ad altri dieci turisti vittime dello stesso “disservizio” giungono nell’albergo indicato. E qui, beffa su beffa, il personale della reception spiega loro di non avere stanze disponibili e che quindi si devono recare all’hotel Caravelle dalla parte opposta di Jesolo Lido.

I due, esausti, riprendono l’auto con temperature roventi e approdano all’Hotel Caravelle, dove vengono accolti con sorpresa (probabilmente non aspettavano così tanti ospiti) e fatti accomodare nella “loro” stanza. 

Sono praticamente le 19 circa, quindi depositano il bagaglio in camera e scendono per cena.

La storia però non termina qui. Al check-in la coppia fa presente di aver già pagato il posto in prima fila per l’ombrellone ma il giorno dopo dalla reception vengono a sapere che il prima fila non c’è più nulla, dovranno dunque accontentarsi di una “location” più distante dal mare. La situazione si risolverà solo tre giorni dopo, il 7 luglio, ma solo dopo il deciso intervento della figlia con relativa minaccia di contattare la Guardia di Finanza.

“Non sappiamo per quale motivo si sia verificata questa situazione – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico – anche perché da quanto ne sappiamo parliamo comunque di una catena alberghiera dalla buona nomea. Forse c’è una strategia dietro perché anche nel 2024, come ci ha raccontato la socia, è successa una vicenda simile. La coppia aveva prenotato all’Heron che però è rimasto chiuso per penuria di clienti. Ma quella volta i due pensionati erano stati sistemati al vicino Florida e in più erano stati avvertiti del problema una settimana prima della partenza. Sottolineiamo che i due pensionati sono stati trattati benissimo nel soggiorno di questo luglio e ci mancherebbe altro. Noi però vogliamo anzitutto denunciare l’accaduto, perché non deve ripetersi. E poi valutiamo eventuali richieste di risarcimento nell’ambito di un disservizio che ha anche provocato un danno economico, pensiamo all’ombrellone in prima fila, oltre che morale”.

2 risposte

  1. hanno fatto la vacanza al coperto, in un hotel pari stelle stessa spiaggia, quindi sono stati riprotetti, l’unico sgarbo il posto in prima fila? magari un rimborso per la differenza ci sta, oppure l’altirnativa di qualche servizio aggiunto per compensare, ma per altro credo proprio no, siamo apposto, altrimenti da roncade a jesolo sono si e no 30 minuti, torna a casa oggi fatti rimpborsare e domani vai da un’altra parte, visto che sono anziani, si presume anche in pensione, un giorno prima o un giorno dopo non credo fa differenza, ma pretendere troppo forse si. credo che di incontrare disguidi negli hotel sia successo a chiunque, ma poi si viene sempre accomodati e se ci sono scompensi in qualche modo risarciti. non credo che nessuno voleva truffarli, non siamo alla truffa qua, siamo ad un disguido o hover booking , cose che succedono spesso.

    1. Buongiorno, in effetti non procederemo con alcuna richiesta dir risarcimento. IL comportamento della catena alberghiera (che come sottolineato era stato perpetrato nel 2024 e forse anche nel 2025, ma questo non possiamo confermarlo) è comunque per noi inaccettabile come sottolineato anche dalla stesa associazione di categoria degli albergatori.
      Grazie per averci scritto e buona giornata
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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