Mestre. Camere totalmente inadeguate e differenti da quanto promesso. Sporcizia, cattivi odori, insetti, in particolare cimici da letto. Ecco come una vacanza sognata da tempo e prenotata ancora nel mese di aprile si è trasformata in un incubo per una famiglia mestrina che ora si è rivolta all’Adico intenzionata più che mai a richiedere l’intero risarcimento della somma versata per il soggiorno.
La peripezia del nucleo familiare composto da tre persone si è consumata qualche settimana fa a Stintino, in Sardegna, dove notoriamente si va per vivere giorni da sogno in location paradisiache.
Purtroppo, invece, le cose sono andate molto diversamente proprio a causa di una struttura ricettiva totalmente inadeguata che ha costretto i tre a procedere con la disinfestazione dell’auto, dei bagagli e dei vestiti una volta terminata la “villeggiatura”.
Lo scorso 8 aprile la famiglia mestrina ha acquistato un soggiorno sulla base di un’offerta e di un ordine ben precisi, che descrivevano un appartamento con caratteristiche ben definite.
All’arrivo in struttura, l’alloggio assegnato si è rivelato per nulla conforme a quanto pattuito nell’ordine.
La richiesta di cambio alloggio, formulata immediatamente presso la reception, è stata però respinta, non essendoci, a detta del personale, altre sistemazioni disponibili.
Il problema più grosso, però, si è palesemente manifestato durante la permanenza perchè, al di là dell’evidente situazione di degrado della camera – sporca, maleodorante e piena di insetti – i tre sfortunati viaggiatori hanno scoperto loro malgrado una massiccia presenza di cimici da letto, non visibili a occhio nudo. Una situazione che è risultata evidente a causa dei ripetuti episodi di insonnia e del continuo prurito che ha causato gravi disagi fisici e psicologici ai vacanzieri.
Paradossale, infine, che al rientro la famiglia sia dovuta ricorrere a una complessa, costosa e stressante attività di disinfestazione di auto, bagagli e perfino della propria abitazione per evitare la proliferazione dell’infestazione, attività che è durata diversi giorni.
A causa del trattamento termico e dei lavaggi necessari, i soci Adico sono stati costretti a gettare pure
diversi capi di abbigliamento non lavabili oltre i 50 gradi. Una situazione che ha generato un forte stato d’ansia oltre al timore persistente per la possibile presenza di parassiti residui sfuggiti alla disinfestazione.
“Qui ci troviamo di fronte a un gravissimo inadempimento contrattuale oltre a una palese violazione delle norme igienico-sanitarie vigenti. – attacca Carlo Garofolini, presidente di Adico -. Per questo chiediamo il rimborso integrale di quanto corrisposto per il soggiorno non conforme e insalubre, pari a euro 1.136 euro. Ma anche il risarcimento dei danni materiali e delle spese vive sostenute per la disinfestazione di auto e bagagli e per il vestiario gettato, per i quali ci riserviamo una successiva quantificazione. Stiamo infine valutando di presentare un formale esposto-denuncia all’azienda Sanitaria Locale a ai Nas”.