Cartelle esattoriali rottamate e rateizzate ma da mesi l’Agenzia delle Entrate gli trattiene lo stesso una parte dello stipendio. L’odissea di un 62enne di Stra seguito dall’Adico

Stra. Una cartella esattoriale soggetta a “rottamazione”, un’altra rateizzata, e una pagata seppur decaduta. Il tutto coronato da un diffida e tre solleciti presentati da Adico senza ottenere alcuna risposta. Cosa dovrebbe fare di più A.F., 62enne di Stra, per fare sì che l’Agenzia delle Entrate e Riscossione non gli pignori più il settimo dello stipendio a fronte d un debito di circa 16 mila euro?

E’ quello che si chiede il diretto interessato e la stessa associazione dei consumatori che attende una risposta dalla stessa Agenzia per decidere come procedere, visto che il passo successivo, in caso di mancata sospensione della trattenuta, sarebbe l’azione giudiziaria.

L’importo in “gioco”, come detto, è di circa 16 mila euro, un debito relativo in particolare ad alcuni mancati pagamenti dell’ “imposta sostitutiva di locazione” e dell’addizionale Irpef a causa di problemi economici che hanno impedito al contribuente di onorare quanto dovuto nei termini stabiliti. Il debito maturato e contestato al 62enne di Stra dalla Entrate ha determinato, come detto, il pignoramento di un settimo dello stipendio, togliendo ad A.F. dai primi mesi del 2026 una parte cospicua del proprio reddito e quindi del proprio sostentamento.

L’uomo, però, cosciente degli strumenti normativi a propria disposizione, ha chiesto per proprio conto la rottamazione dei debiti soggetti a tale modalità, la rateizzazione di quelli non rottamabili e ha pure pagato una cartella probabilmente soggetta a decadenza (quindi, tendenzialmente, prescrivibile).

Eppure, pur di fronte a tutti questi impegni, l’Agenzia ha continuato a pignorare (e continua a farlo) una parte di stipendio anche se le suddette modalità di pagamento dei debiti sono state tutte rispettate.

Il 62enne di Stra si è dunque rivolto all’Adico che, a fine maggio, ha inviato una diffida all’Agenzia, contestando la trattenuta dallo stipendio e chiedendone l’immediata sospensione. Risultato? nessuna risposta.

A questo punto l’ufficio legale dell’associazione ha inviato un’altra diffida, il 7 luglio, e due solleciti, il 13 luglio e il 29 luglio. Eppure, pur di fronte a una attività legale serrata, l”Agenzia delle Entrate e Riscossioni continua a non rispondere, trattenendo al socio un settimo dello stipendio.

“Restiamo basiti a fronte di un atteggiamento inaccettabile da parte dell’Ente – . attacca Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Non ci vengono fornite risposte a fronte di nostre legittime contestazioni. Il nostro assistito continua a subire illegittime trattenute dal proprio stipendio ed è quindi costretto a fare i conti con un reddito decurtato, pure a fronte della ristrutturazione del proprio debito e del pagamento delle rate relative alla rottamazione e alla dilazione concessa dalla stessa Agenzia. Per noi questo comportamento non fa altro che creare un ulteriore distacco fra il cittadino e l’Agenzia delle Entrate e Riscossione che di certo non aiuta i rapporti fra contribuenti e Fisco. Stiamo chiedendo in modo legittimo delle riposte che non ci vengono fornite. Senza tali risposte non sappiamo come procedere a livello legale e questo crea nel nostro stesso assistito un palese disagio oltre a un indubbio danno economico. Speriamo di ottenere al più presto indicazioni in merito altrimenti valuteremo nuove e più drastiche iniziative”.

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