35 giorni senza telefono fisso, linea internet e allarme di casa. L’odissea di un 60enne mestrino vittima di un errore dei tecnici della Wind. Interviene l’Adico

Mestre. 35 giorni senza telefono fisso, connessione internet e collegamento all’allarme di casa. Più che una disavventura la vicenda di D.B., 60enne mestrino, può definirsi un’odissea, “coronata” da tre reclami formali tramite Pec, 15 contatti telefonici con il servizio clienti di Wind, innumerevoli comunicazioni e memorie al Co.re.com.

La storia inizia lo scorso 9 luglio quando i tecnici di Wind si recano a Mestre, nella casa dell’uomo, per un intervento che prevede il passaggio dalla rete adsl in rame a quella in fibra. L’operazione però non va a buon fine perché il segnale necessario per l’attivazione della nuova linea non arriva alla cabina per motivi di carattere tecnico. Ma il problema emerge dopo che gli addetti hanno già smontato la rete in rame e così D.B. e la moglie restano di fatto senza il servizio.

L’errore – di sicuro evitabile anche perché lo stesso utente aveva chiesto, prima dell’intervento, di non interrompere la precedente linea sino all’attivazione della fibra – rappresenta però solo una parte della disavventura vissuta dall’utente.

L’uomo, infatti, una volta rimasto senza internet, senza telefono fisso e, dulcis in fundo, senza allarme di casa, inizia il suo lungo braccio di ferro con la Wind, fra pec, telefonate con sempre nuovi interlocutori e inutili interventi tecnici. Però, nonostante i numerosi contatti e le ripetute segnalazioni la problematica non viene in alcun modo risolta, se non in modo temporaneo ma solo per un giorno effettivo.

Esasperato, il 60enne mestrino richiede l’intervento urgente del Co.re.com per il ripristino immediato della linea. In effetti il Comitato regionale per le comunicazioni intima all’azienda di risolvere il disservizio entro il 10 agosto ma la Wind procederà all’attivazione solo il 13.

A questo punto D.B., dopo 35 giorni di tribolazioni, decide di rivolgersi ancora al Co.re.com per richiedere l’indennizzo ma il confronto fra lui e Wind non va a buon fine perché l’”offerta” dell’operatore telefonico risulta assolutamente inadeguata anche tenendo conto del tariffario relativo proprio alla sospensione della linea.

Ora l’uomo ha deciso di rivolgersi all’Adico per farsi assistere nella successiva tappa, sempre innanzi al Co.re.com., che contempla la procedura di definizione GU14, prevista proprio quando la conciliazione (obbligatoria) non va a buon fine. Ma ci vorranno alcuni mesi prima di arrivare a discutere la questione.

“Seguendo il racconto del nostro socio – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – la cosa che lascia più basiti è la disattenzione da parte di Wind nei confronti del proprio utente. Da quello che ci è stato riferito, l’uomo si è sentito totalmente abbandonato e ha dovuto perdere tempo prezioso per sistemare una situazione che poteva essere risolta molto prima. Per fortuna, lo diciamo chiaramente, esiste una realtà come il Co.Re.Com. che permette al cittadino di confrontarsi alla pari con i giganti delle telecomunicazioni. Adico segue da sempre tantissimi soci nelle udienze innanzi al Comitato. E può confermare che gli utenti possono portare a casa risultati molto positivi. Non è però giusto che le persone debbano dedicare giornate intere per sistemare disservizi del tutto indipendenti dalla propria volontà. Dov’è quell’attenzione totale per il cliente tanto sbandierata dagli operatori telefonici, e non solo, in fase promozionale o nelle pubblicità alla televisione o nei giornali?”

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