Attende da oltre due mesi la consegna del letto “speciale” ed è costretta a dormire sulla poltrona. 71enne mestrina invalida al 100% chiede l’intervento dell’Adico

Mestre. Il ritardo nella consegna di una merce è “umano” ma, come sempre, perseverare nello stesso errore può risultare diabolico. Soprattutto se, per questo disservizio, si costringe una cliente invalida al 100% a dormire da metà agosto sul divano di casa, invece che in un letto speciale, quello appunto ordinato ma, di fatto, non ancora montato.

La vicenda coinvolge L.S., pensionata 71enne residente a Mestre e l’azienda Marion, molto conosciuta anche a livello mediatico grazie alla pubblicità in tv.

In questo caso, ancora a giugno, l’anziana ha ordinato alla ditta un materasso speciale, su misura, con rete “Nettuno” ergonomica singola con alzata elettrica per piedi e testa, dotata di un letto-contenitore all’avanguardia, antimuffa e antidecubito, un vero e proprio presidio medico necessario per consentire alla 71enne di dormire in modo dignitoso pur essendo invalida totale.

Fatto sta che qualche cosa nella consegna della merce non ha funzionato. Il 13 agosto, infatti, a casa della donna si sono presentati gli operai per montare il letto senza successo. La rete, infatti, era sbagliata e non si poteva incastrare in modo corretto all’interno del “contenitore”. A questo punto, gli addetti di Marion hanno portato via la merce assicurando di rimediatre presto al pasticcio, di cui chiaramente non sono responsabili.

Le settimane sono però inesorabilmente passate e anche i mesi, più di due. Ma la pensionata mestrina non ha ancora ricevuto il presidio medico dal costo superiore ai mille euro, per il quale ha già sborsato una caparra da 200 euro e un paio di rate del finanziamento che ha deciso di contrarre.

In questo periodo, la donna ha subito anche un ricovero di dieci giorni al ritorno dal quale ha provato a contattare il venditore che, secondo quanto riferito dalla pensionata, non si ricordava neppure della mancata consegna.

La donna, però, già da metà agosto, da quando avrebbe dovuto ricevere il letto, è costretta a dormire sulla poltrona di casa, un luogo non ideale per chi, come lei, denuncia importanti problemi di salute.

Per questo motivo, spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, “tramite il nostro ufficio legale stiamo intervenendo per sbloccare la situazione. Non critichiamo la ditta per l’errore del letto, perché sono cose che possono succedere, anche se, visto la delicatezza della situazione, in questo caso sarebbe stato megio di no. Ci lascia perplessi invece il fatto che ad oggi la nostra iscritta sia ancora costretta a dormire sul divano perché testimonia un sostanziale disinteresse per la sua condizione e per le sue indubbie necessità. Siamo convinti che ora, con l’intervento dell’ associazione, il nostro intervento, la nostra iscritta potrà presto dormire nel letto prescelto abbandonando una poltrona che di certo le sta togliendo il sonno”.

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