Un contribuente su tre non è in grado di onorare la rata della rottamazione. Ma ora il governo riapre i termini per i decaduti. Adico: “una buona notizia”

In attesa di capire cosa ne sarà della quinques, sembra ormai certo che il governo, attraverso il decreto Milleproroghe, riaprirà i termini della rottamazione quater per i contribuenti decaduti dal beneficio perchè non in grado di onorare la rate. Per Adico si tratta di una buona notizia che asseconda, fra l’altro, la recente richiesta dell’associazione che, oltre all’approvazione della “quinques”, chiedeva proprio questo: una nuova chance per cittadini che, per motivi contingenti, non hanno pagato le tranche dell’ultima rottamazione.

Ricordiamo che Adico ha assistito un centinaio di cittadini nella richiesta di adesione alla “quater”, evidenziando come un debitore su quattro non sarebbe stato in grado di pagare neppure la prima rata. Allo stato attuale, il nostro monitoraggio rivela come un terzo dei contribuenti non ha avuto le disponibilità economiche per ripettare la rate. E ora la riapertura dei termini permette loro di rimediare.

“Dalla nostra esperienza – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’associazione dei consumatori mestrina – appare evidente che il mancato rispetto delle cartelle esattoriali per i privati cittadini è sempre legato auna palese impossibilità di pagare. Le persone, d’altra parte, sono ormai tartassate da imposte di ogni tipo, e se sbagliano qualcosa, seppur in buona fede, rischiano multe o sanzioni allucinanti che se non pagano in tempo aumentano esponenzialmente. A nostro giudizio la riapertura della rottamazione non è un favore agli evasori e ai furbetti, i quali non vengono mai stanati e vivono in totale tranquillità senza sborsare un euro. ma è un aiuto a tantissime famiglie a medio-basso reddito investiti da spese e richieste di pagamenti di ogni tipo, entrando in una spirale senza fine e a volte irreversibile”.

Qui di seguito riassumiamo i contenuti del provvedimento che dovrebbe essere approvato il prossimo 25 febbraio (fonte: sistema Ratio.it)

La riapertura dei termini sarà riservata esclusivamente ai contribuenti che avevano già aderito alla rottamazione-quater ma che, al 31.12.2024, risultano decaduti a causa del mancato, insufficiente o tardivo versamento delle rate previste. Pertanto, non si tratta di una nuova edizione della definizione agevolata aperta a tutti, bensì di un provvedimento mirato a chi aveva già intrapreso il percorso di regolarizzazione ma non è riuscito a completarlo.

Per ottenere il nuovo beneficio, non basterà semplicemente versare gli importi arretrati: sarà necessario presentare una nuova domanda entro il 30.04.2025, seguendo le istruzioni che verranno fornite dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Solo dopo l’accettazione della domanda, il contribuente potrà accedere al nuovo piano di pagamento, che prevede la possibilità di saldare il debito in un’unica soluzione entro il 31.07.2025, oppure di optare per una rateizzazione in 10 tranche con scadenze così articolate:
– 2025: 31.07 – 30.11; – 2026 e 2027: 28.02 – 31.05 – 31.07 – 30.11.

Rispetto alle precedenti edizioni, questa riapertura rappresenta un cambio di approccio: non si tratta di una semplice proroga dei termini, bensì della necessità di ripresentare la richiesta da zero, con un nuovo iter di adesione e un aggiornato piano di pagamenti. Resta tuttavia una zona d’ombra: il testo dell’emendamento, nella sua formulazione attuale, non menziona esplicitamente gli eventuali contribuenti che non onoreranno la rata del 28.02.2025. Questo potrebbe significare che, in assenza di ulteriori modifiche, chi non sarà in regola con questa scadenza potrebbe restare escluso dalla riapertura della rottamazione.

2 risposte

  1. Bisognerebbe conoscere qual é la percentuale di chi realmente sia in difficoltà. E’ per assodato che una percentuale invece penserà: ” Perché pagare le tasse? Basta attendere la rottamazione, della rottamazione, della rottamazione…alla via così fino alla sanatoria, al condono ecc.”.
    Ai lavoratori dipendenti e ai pensionati ciò non é concesso e sostengono loro il 90% del fabbisogno erariale.

    1. Buonasera Daniele, io sono d’accordo con lei, ma solo in parte. Allora, è vero che qualcuno potrebbe pensare: beh, perchè pagare? tanto arriverà un’altra rottamazione. E’ comunque un rischio perchè comunque più il tempo passa e più il debito si gonfia e se per caso la rottamazione non arriva, allora sono guai. Per quanto riguarda pensionati e dipendenti, è vero quello che dice lei, che l’85 % dell’Irpef è pagata da loro. Ma le cartelle sono spesso riferite a multe stradali, a tasse locali, a bolli. E qui non esistono trattenute alla fonte. Noi abbiamo tanti pensionati che si sono rivolti a noi per farsi assistere nella richiesta della rottamazione quater. Posso confermare che tante persone indebitate con il Fisco sono onestissime ma si sono ritrovate in difficoltà inenarrabili. D’altra parte amministrazioni locali e governi sono pressanti, ci sono mille pagamenti. A volte non è proprio facile neanche stargli dietro, soprattutto se nell’arco dell’anno capita qualche imprevisto…E spesso calpita.
      Il dibattito resta aperto intanto grazie per il suo intervento
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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