Ancora un caso di benzina “inquinata”, danno da 3 mila euro per un automobilista mestrino. Interviene l’Adico

Mestre. Quando capita, e purtroppo di questi tempi capita spesso, la batosta economica è certa. Il motore va in tilt, si guasta e il conto dal carrozziere si impenna, con esborsi monstre da diverse migliaia di euro. Stiamo parlando del rifornimento di benzina inquinata o sporca, che dir si voglia. Una disavventura che coinvolge sempre più automobilisti, in particolare quelli con vetture nuove e di grossa cilindrata che, evidentemente, sopportano meno le “contaminazioni”.

In Adico l’ultima pratica aperta dall’ufficio legale è della scorsa settimana e riguarda un libero professionista mestrino che ha subìto un danno da 3 mila euro causato, secondo quanto ricostruito dal diretto interessato, proprio da un rifornimento “inquinato”, effettuato alcune settimane fa in un distributore mestrino (di cui tralasciamo il nome dato che non esistono prove definitive sull’accaduto). L’uomo – dopo essersi fermato dal benzinaio con il suo Mercedes acquistato 4 mesi prima – è ripartito, percorrendo circa un paio di chilometri. A un certo punto il motore ha iniziato a fare le bizze e l’automobilista ha cercato un carrozzeria per richiedere assistenza. Dopo aver eseguito alcune verifiche, il tecnico ha dovuto provvedere con la sostituzione di iniettori, pompa, serbatoio, filtro del carburante. Per una spesa che, come detto, ha toccato quota 3 mila euro.

Il libero professionista ha subito collegato l’evento alla benzina immessa nel serbatoio poco prima. E in effetti, il carrozziere ne ha estratto un quantitativo sufficiente per verificare la qualità del carburante, rilevando una massiccia presenza di acqua e di residui scuri.

La vittima del cattivo rifornimento ha immortalato in un video la prova dell'”inquinamento” e ha conservato gelosamente lo scontrino oltre alla carta carburante che testimonia come il pagamento si riferisca proprio al costo della benzina immessa nel Mercedes. Con questa documentazione si è poi rivolto all’Adico per farsi assistere.

“Da diversi anni seguiamo automobilisti che denunciano la presenza di carburante inquinato in alcuni distributori veneziani – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico -. Di recente però i casi “mestrini”, e le segnalazioni, sono aumentati tanto da ricevere segnalazioni abbastanza frequenti riferite, in alcuni casi, allo stesso distributore. Qual è però il problema in queste vicende? Semplice, che il benzinaio, pur provvisto di assicurazioni, neghi con forza la circostanza, anche quando si porti come prova una foto o un video della benzina sporca. Non è facile dimostrare che si tratti del carburante commercializzato da lui, o che lo scontrino si riferisca per forza al rifornimento dell’auto poi rimasta in panne. Molto sta nella buona volontà da parte del gestore dell’impianto. Forse la cosa migliore per chi ha subito danni dopo un rifornimento è quello di contattare la Guardia di Finanza, denunciando il fatto e richiedendo una verifica del prodotto venduto. In ogni caso, qualsiasi richiesta risarcitoria non potrà prescindere da scontrini o fatture, nonché, se possibile, da un controllo del carburante versato nel serbatoio e dalla relativa documentazione fotografica che testimoni la cattiva qualità della benzina”.

A tal proposito ricordiamo che la benzina inquinata non è per forza sinonimo di disonestà da parte del gestore. Il carburante, infatti, può essere contaminato per problemi nella raffinazione o a causa di cisterne sporche. in entrambi i casi, come nel casi di contraffazione da parte del distributore, l’automobilista non ha ovviamente alcuna responsabilità e deve essere rimborsato.

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