Lo spid, l’identità digitale, ha rivoluzionato il rapporto fra cittadini e amministrazioni creando, a nostro avviso, tantissimi disagi ai cittadini meno “tecnologici” e in particolare alle persone anziane. “Si è arrivati al paradosso – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico – di aver limitato di fatto una infinità di servizi che prima potevano essere svolti in ufficio attraverso un semplice appuntamento. Tante persone anziane sono in grande difficoltà per questo insistiamo affinché lo spid corra in parallelo ai canali tradizionali. Nel corso degli ultimi anni tantissime persone ci hanno chiesto aiuto perchè non erano in grado di crearsi l’identità digitale”.
In tale contesto ora pare venga messa in discussione la gratuità dello Spid, secondo le indiscrezioni di questi ultimi giorni. Come si legge nel sito dell’ANSA, potrebbero presto venire a mancare i finanziamenti necessari per garantire la possibilità di creare l’indennità digitale senza pagare.
“Al momento si legge nel sito dell’ANSA – il finanziamento di circa 40 milioni è già stato approvato a marzo e, secondo le indicazioni che arrivano, i versamenti ai diversi provider inizieranno a brevissimo. Ovvio che le società stiano facendo pressing per sbloccare i finanziamenti dello Stato, anche se è chiaro che nonostante i fondi in arrivo chi ha scelto di farsi pagare non tornerà certo indietro. Va detto che le convenzioni dello Spid sono in scadenza. Quelle attuali finiscono ad ottobre e dal 9 luglio inizia il periodo di tre mesi rispetto alla data finale, nei quali è previsto l’avvio dei negoziati per il rinnovo. L’identità digitale è tra gli obiettivi che il governo ha per lo sblocco dei fondi del Pnrr: entro il 2026 ne dovrà essere fornita il 70% della popolazione ed ovviamente lo Spid, con i suoi 40,5 milioni di identità emesse, è indispensabile per centrare le milestones programmate. Ma il governo punta – prosegue l’agenzia giornalistica – anche su un sempre maggiore utilizzo della Cie, la carta di identità elettronica. Il rapporto di utilizzo tra Cie e Spid sta infatti cambiando rapidamente: se prima viaggiava su 1 a 20, ora si sarebbe attestato sull’ 1 a 10 nell’ultimo anno. Le attivazioni di app di Cie sono passate da 5,5 a 7,3 milioni nell’ultimo anno”.
“Sarebbe una vera e propria beffa per questo monitoreremo la situazione – conclude Garofolini – pronti a tutelare i cittadini -. Lo Spid nasce per garantire una rivoluzione digitale alla quale, di fatto, i cittadini sono stati costretti ad aderire. Se ci si trovasse a dover pagare costi non annunciati e non previsti, si potrebbero aprire contenziosi molto aspri e dagli esiti incerti”.