Compra l’auto da Tasinato ed è costretto a sottoscrivere due finanziamenti. Grazie ad Adico 30enne mestrino ottiene la risoluzione di un contratto e la restituzione dei 7 mila euro già versati

Mestre. La “battaglia” è cominciata ancora a novembre 2023 quando di fatto il concessionario Tasinato di via Monte Grappa era in piena attività. Ora però A.F., 30enne pugliese residente a Mestre, può cantare vittoria perchè, grazie all’intervento dell’Adico, ha ottenuto la restituzione dei 7 mila euro di rate già versate alla Compass dalla quale aveva ricevuto il finanziamento per l’acquisto di una Fiat modello 500X CRoss da 18 mila e 500 euro. E ha ovviamente ottenuto la risoluzione del contratto con la stessa finanziaria.

Tutto bene quel che finisce bene, insomma, anche se la vicenda offre un quadro molto complesso della situazione in cui si trovano tante persone travolte dal crac-Tasinato. Parliamo di storie e vicende che in molti casi sono diverse fra loro e richiedono quindi interventi differenti che riassumiamo qui sotto.

Intanto raccontiamo la storia del 30enne pugliese perchè è emblematica e rappresenta una situazione comune ad altre persone rimaste “a piedi” dopo il fallimento del concessionario di via Monte Grappa.

A.F. ancora a luglio del 2023 ordina da Tasinato l’autovettura Fiat versando una caparra da 500 euro e, tramite lo stesso concessionario, sottoscrivendo un finanziamento da 18 mila euro con la Compass. Pochi giorni dopo ritira la macchina con una ricevuta sostitutiva del documento di circolazione il tutto in attesa del passaggio di proprietà. Il tempo scorre però il passaggio non si perfeziona anche se dal concessionario mestrino continuano ad arrivare rassicurazioni in merito. A ottobre dello stesso anno, però, l’uomo scopre, suo malgrado, che l’autovettura non è di proprietà di Tasinato ma della Bi-Elle Auto spa di Monselice. Apriti cielo. A.F. chiede spiegazioni trovando conferma di tale circostanza ma ricevendo ancora rassicurazioni circa una rapida risoluzione del problema. Fino a che il palco casca definitivamente. Per avere quella Fiat o, meglio, per ottenere il passaggio di proprietà e quindi circolare senza rischiare il sequestro della vettura, il 30enne deve sottoscrivere un altro contratto, questa volta con la Bi-Elle e, naturalmente, deve sborsare altri 18 mila e 500 euro.

Per non restare a piedi A.F. chiede un nuovo prestito a un altro istituto ritrovandosi di fatto con un doppio finanziamento. E’ in questo frangente che decide di rivolgersi all’Adico il cui ufficio legale inizia un lungo “braccio di ferro” con la Compass per ottenere la risoluzione del primo contratto e la restituzione delle rate finora corrisposte: 7 mila euro. In questi giorni la situazione si è risolta e l’uomo ha potuto finalmente cantare vittoria.

Come sappiamo la vicenda del concessionario Tasinato ha conosciuto un triste finale lo scorso marzo e molte persone si sono rivolte all’Adico per chiedere aiuto. “La situazione in molti casi è complessa – conferma Carlo Garofolini, presidente dell’associazione – ma il felice epilogo del nostro socio che aveva acquistato l’auto ancora nel 2023 regala speranza a molti altri acquirenti anche se rileva questa anomalia di auto vendute da Tasinato ma in realtà appartenenti a un’altra società. Invitiamo le persone coinvolte a contattarci il prima possibile perchè stanno per scadere i tempi previsti per l’insinuazione al passivo”.

Riassumiamo qui sotto l’attuale situazione per fornire intanto indicazioni utili alle vittime del crac Tasinato.

Per chi ha comprato la macchina accendendo un finanziamento attraverso il concessionario la situazione è decisamente più favorevole come dimostra il caso sopra descritto. Per questi soggetti il nostro ufficio legale procede con la legittima richiesta di risoluzione del contratto che consente la sospensione delle rate e la restituzione di quanto già incassato dalla finanziaria stessa.

Chi invece si è avvalso di un prestito personale la strada suggerita è quella dell’insinuazione al passivo che è decisamente e realisticamente più ostica e in salita. Lo stesso discorso vale anche per chi ha pagato in “contanti”.

Per questi ultimi due casi esiste poi il problema non trascurabile del passaggio di proprietà visto che, come detto, lo stesso concessionario aveva per lo più rilasciato un libretto di circolazione “provvisorio” assicurando appunto di formalizzare il trasferimento entro sessanta giorni dalla data dell’autentica della firma del venditore sull’atto di vendita cosa che in vari casi non sarebbe avvenuta. Molte vetture appartengono di fatto a un’altra società, la Bi-Elle spa di Monselice che ne risulta insomma la legittima proprietaria. Necessaria dunque una visura per definire lo stato delle cose anche perchè chi si trova in questa posizione non può assolutamente circolare.

Resta poi la possibilità in capo agli acquirenti di presentare una denuncia alle autorità competenti anche se si tratta di una semplice formalità.

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