Mestre. L’ultimo caso seguito dall’associazione riguarda alcune famiglie di un palazzo mestrino, esasperate per il comportamento di un condòmino problematico e ingestibile. Un soggetto con gravi problemi di alcolismo, con un basso grado di igiene personale e pochissima cura per il proprio alloggio e per i locali in comune, capace di espletare i propri bisogni sulle scale, di dormire nell’androne, di suonare i campanelli di notte, di urlare e di chiedere, minaccioso, soldi agli altri inquilini. Ma di recente sono diverse le segnalazioni e le richieste di assistenza e aiuto all’apposito sportello di Adico dedicato a sfratti e condomini in relazioni a situazioni di disagio se non di pericolo causate da personaggi poco raccomandabili e residenti nell’immobile.
Vicende all’ordine del giorno, che non riguardano solo zone periferiche e notoriamente disagiate ma anche aree più centrali dove la convivenza nei condomìni può essere spesso molto complessa.
Adico, da parte sua, oltre a denunciare pubblicamente i casi approdati negli uffici di via Volturno, indica ai diretti interessati quali siano le strade da percorrere anche se, purtroppo, non è esistono soluzioni immediate.
Nel caso del condomino problematico – cittadino italiano che vive in un alloggio di proprietà e che, dopo la morte della madre, pare aver perso ogni freno inibitorio – ma anche delle altre vicende segnalate all’associazione, “la prima cosa da fare è contattare i servizi sociali del Comune – come ricorda Carlo Garofolini, presidente di Adico – per avvisare della situazione. In alcuni casi è necessario chiamare le forze dell’ordine, come successo a un anziano preso a schiaffi da un nuovo inquilino, che poi, assieme ad altri compari, ha anche tentato di sfondargli la porta, solo perché il suo cane, al guinzaglio, gli aveva abbaiato dietro. Sentiamo storie incredibili, anche di coppie che fanno sesso sulle scale o nell’androne, in pieno giorno, totalmente incuranti del passaggio degli altri inquilini. Il fatto è che spesso non si hanno i mezzi per mandare via queste persone, perché, evidentemente, non esistono norme adeguate. Eppure non è ammissibile che una persona debba vivere nel terrore a casa propria”.
Queste circostanze, come detto piuttosto frequenti, fanno il palio con le situazioni di degrado cui sono costretti molti mestrini in diverse zone di Mestre. In questo caso parliamo di soggetti esterni che non vivono nel condominio ma bivaccano fuori dal portone, spesso dopo aver consumato sostanze stupefacenti, o che occupano alloggi o box auto, devastano gli spazi comuni, fanno i loro bisogni ovunque.
Proprio di recente Adico ha seguito la vicenda del condominio “Fabio” che si trova in zona via Piave ma anche di un altro palazzo di via Bissolati. Per entrambi degrado e insicurezza sono all’ordine del giorno. “Abbiamo denunciato le diverse situazioni a livello mediatico – conclude Garofolini – riuscendo ad accendere i riflettori su quelle brutte realtà. Non dovrebbe essere compito di una associazione dei consumatori farlo, ma siamo anche contenti che i cittadini ci contattino per queste cose perché vuol dire che si fidano di noi. Purtroppo gli interventi sono spesso a spot e non risolutivi. Speriamo che le cose cambino al più presto perché la gente almeno a casa sua ha diritto di viere serena”.