Mestre. Di solito il problema si manifesta con prodotti sgusciati o snocciolati ma in quel caso nell’etichetta del prodotto il “pericolo” viene correttamente segnalato. Nella carne macinata, però, no. Non si può mettere in conto di trovare qualche elemento esterno, come ossa, in grado di rompere un dente. Eppure S.B., impiegata mestrina, proprio a causa di un elemento non contemplato nel prodotto acquistato in un punto vendita Iperlando, ha dovuto ricorrere alle cure del dentista dopo aver consumato un macinato di Sorana contenente, appunto, un pezzo di osso. Il professionista ha rilevato, in effetti, la frattura coronale del 1° molare destro con esposizione del nervo e così è stata costretta a ricorrere alle cure dello stesso, per una spesa di circa 250 euro.
L’episodio, risale ancora ad aprile del 2024 e da quel giorno la diretta interessata ha scritto più volte al punto vendita, per richiedere l’attivazione dell’assicurazione per la copertura del sinistro. Risultato? Nessuno. Il risarcimento non è stato riconosciuto,. Ad aprile di quest’anno la donna ha dunque deciso di rivolgersi all’Adico che ha iniziato una “battaglia “legale con Iperlando, riuscendo a portare anche le prove sia dell’acquisto che del pagamento.
Anche di fronte alle diffide dell’associazione, però, l’assicurazione del punto vendita ha opposto una strenua resistenza, insistendo sul fatto dell’assenza di una documentazione adeguata. Eppure, come ha specificato in più occasioni e con vari solleciti l’ufficio legale di Adico, le prove portate a sostegno delle tesi dell’impiegata apparivano inconfuntabili.
In effetti, dopo una lunga corrispondenza che si è protratta fino a questi giorni, finalmente il risarcimento è stato riconosciuto, seppur senza una diretta ammissione delle specifiche responsabilità che, tra l’altro, sono addebitabili a chi ha confezionato il prodotto e non a chi lo ha venduto.
“Crediamo che in questa vicenda – commenta il presidente di Adico, Carlo Garofolini, si sarebbe potuta trovare subito una soluzione positiva, vista anche la cifra in ballo. Come al solito, invece, il cittadino senza supporto ha inutilmente richiesto quanto di suo diritto per un intero anno fino a che si è rivolta a noi. Siamo ovviamente soddisfatti del risultato raggiunto, anche se ha richiesto comunque un lungo lavoro e una articolata corrispondenza. Resta però sempre il solito concetto: l’impotenza del singolo cittadino che, senza aiuti esterni da parte di realtà come la nostra, difficilmente ottiene risultati, anche se più che legittimi”.