Mestre. Com’è possibile contattare una persona con un numero di telefono appositamente selezionato per truffarla? Come si può, per esempio, aggirare il cliente di una banca, chiamandolo (o inviandogli un sms) proprio dal numero della banca stessa? Il mistero, in realtà, si chiama spoofing, una tecnica di manipolazione telefonica conosciuta ormai anche dai non addetti ai lavori. Lo spoofing, però, continua a imperversare e a mietere vittime senza che gli istituti di credito riescano a porvi rimedio. Come nel caso di M.D., 50enne mestrina che ha subito il raggiro venendone però presto a capo e perdendo così “solo” un migliaio di euro, cifra elevata ma comunque irrisoria rispetto ad altri casi affrontati dalla nostra associazione.
Il raggiro ha seguito in linea di massima le consuete modalità almeno a livello d’approccio. La donna è stata contattata dal numero della propria banca prima da un sedicente operatore della filiale poi tramite sms. In entrambi i casi le è stato comunicata un’operazione sospetta tramite il proprio conto. La questione sembrava conclusa lì invece pochi giorni dopo la 50enne si è accorta di non aver disponibilità economiche nella propria carta di credito avendo “sforato” il plafond mensile di 1.800 euro. Un fato alquanto strano, visto che, secondo i suoi conti, era ben lontana dal superamento del tetto. A quel punto ha deciso di visionare tramite l’home banking il saldo disponibile e la lista dei movimenti. E così si è accorta di tre pagamenti effettuati nall’arco di tre giorni su una piattaforma di e-commerce da lei mai utilizzata nè tantomento sentita. In tutto i truffatori erano riusciti ad effettuare tre versamenti per un totale di circa mille euro, per poi fermarsi dato che il plafond, appunto, non permetteva ulteriori spese.
“In questo caso – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico – la vittima del raggiro è stata per certi versi fortunata e anche previdente, avendo appunto un tetto massimo di spesa che le ha permesso di contenere le perdite. Come diciamo sempre in tali casistiche, la correntista non ha responsabilità perché lo spoofing è in grado di trarre in inganno chiunque, anche persone esperte, come ci è capitato di raccontare in altre occasioni. Tocca all’istituto di credito, dunque, rimborsare la propria cliente ed è quello che abbiamo richiesto nella nostra diffida. Ora però continuiamo a domandarci come sia possibile che nel 2025 non ci siano mezzi per difendere i correntisti da questo raggiro. A questo punto, vista l’incapacità degli istituti di credito di porre rimedio allo spoofing, non sappiamo cosa potrà succedere con l’intelligenza artificiale, se utilizzata in modo fraudolento come sta già in parte succedendo. Siamo molto preoccupati e invitiamo i cittadini a prestare sempre la massima attenzione sia nell’utilizzo dei mezzi tecnologici sia nel fornire dati sensibili, soprattutto per telefono o anche via mail”.
4 risposte
Bisognerebbe capire se il “sedicente operatore” della filiale fosse il referente bancario della signora. Ormai sappiamo che la banca non chiama a casa, si dovrebbe rispondere solamente al nostro referente (riconoscibile dal nome in rubrica) e tutti dovrebbero averne uno. Non so se questo possa essere l’unica difesa, ma certamente sarebbe un filtro da usare.
Concordo sul fatto che sia necessario un forte controllo da parte degli istituti bancari.
Salve signora Marcatili, siamo pressoché certi che nei casi che seguiamo gli operatori delle banche non c’entrino (se fosse così, sarebbe ancora più grave) ma ovviamente non possiamo metterci la mano sul fuoco. E ha ragione lei, sarebbe l’ideale avere sempre un solo referente con cui interfacciarsi ma temo che non sia facile se non per le filiali di piccoli paesi. Resta sempre il fatto che lo spoofing dura ormai da tempo e le banche non riescono a porvi rimedio. Dicimao che le cose sono un po’ migliorate a essere onesti. Banca Intesa, per esempio, deve aver preso concrete contromisure perchè proprio nel 2019 i correntisti truffati erano proprio clienti di Intesa. Il problema è che di sicuro i malviventi saranno in grado di trovare sempre nuovi metodi per fregare la gente, soprattutto in ambito tecnologico. L’intelligenza artificiale da questo punto di vista rischia di creare danni enormi.
Buona serata e grazie per l’intervento.
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico
E già purtroppo,le truffe sono sempre dietro l’angolo.ma quanti anziani vengono
Truffati ogni giorno da questi malfattori?
Per altro le nostre leggi sono poco efficaci
Nei confronti di questi maledetti e pertanto,questi perseverano nei loro intenti truffaldini.poveri noi
Buonasera signor Raffaele, dal 2019 noi seguiamo un numero spropositato di persone truffate. Una cosa impressionante, c’è stata un’esplosione di raggiri proprio nell’anno pre-Covid..e gli anziani sono legittime designate soprattutto se vivono soli. Ma come dimostra anche questa storia, le prede sono anche persone giovani o adulte. E con l’intelligenza artificiale, temiamo che la situazione sarà ingestibile.
Grazie per il commento e buona serata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico