Venezia. Doveva avvenire in modo graduale, nell’arco di cinque anni. Invece è stato applicato tutto d’un colpo, a inizio anno (come annunciato in manovra), spiazzando molti automobilisti e tanti autotrasportatori alla guida di furgoni con stazza inferiore alle 7,5 tonnellate (gli altri, in linea di massima, non dovrebbero subire particolari contraccolpi).
Stiamo parlando del riallineamento delle accise sul carburante che, proprio a inizio anno, ha ridotto del 4,05 per cento l’accisa sulla benzina e aumentato di egual misura quella sul gasolio, portando entrambe le aliquote a 0,6726 euro/litro.
A Mestre il risultato s’è visto praticamente subito e in modo rilevante, quantomeno superiore alla media italiana. Secondo il monitoraggio effettuato da Adico in 9 distributori della terraferma, il prezzo del gasolio ha superato ovunque quello della verde, tanto da costare, mediamente, 7 centesimi in più. Une vera e propria rivoluzione, che cancella del tutto il vantaggio di possedere un mezzo diesel. In effetti, sarebbe questo l’obiettivo del riallineamento, favorire, in questo caso alla pompa, una mobilità più sostenibile anche se la benzina è tutt’altro che salutare. I problemi legati a questo provvedimento, però, sono molti, come già denunciato a fine anno dall’Adico, proprio in vista del riallineamento delle accise.
Anzitutto il rischio di speculazioni è enorme, come dimostrano anche le indagini avviate in questi giorni dalla Guardia di Finanza nel Trevigiano. A quanto si è potuto vedere, infatti, molti distributori a dicembre hanno fatto crescere il prezzo della verde per poi tenerlo di fatto bloccato a inizio anno (senza farlo diminuire, come doveva succedere in seguito al provvedimento). Il costo del gasolio, invece, si è impennato. E qui arriva il secondo problema. Questa impennata, infatti, andrà a colpire anche una categoria di autotrasportatori, quelli con i mezzi più leggeri (sotto le 7,5 tonnellate) perché gli altri godono di accise agevolate. Ciò comporterà l’aumento dei prezzi di alcuni prodotti, come, per esempio, prodotti freschi (latticini, carne, frutta, verdura), surgelati, bevande, prodotti per negozi, ristoranti e mense.
Naturalmente il riallineamento rappresenta una beffa anche per i tanti automobilisti che hanno acquistato una vettura diesel proprio per risparmiare sul rifornimento. Ma, com’è noto, le indicazioni dell’Europa in questo campo sono chiare e indirizzate a una politica ambientale la cui efficacia è tutta da verificare.
A Mestre, com’è detto, l’effetto del riallineamento è superiore alla media Italiana dove il sorpasso del gasolio sulla verde si attesta attorno ai 4 centesimi di differenziale. In città – confrontando i prezzi dei nove distributori “visitati” – la differenza è di 7 centesimi. All’Eni self di via Circonvallazione si registra il record, con la benzina a 157 euro al litro e il gasolio a 1,68 euro (11 centesimi di differenza). Al Tatanka il diesel è a 1,65 e la verde a 1,57, 8 centesimi di differenza. La stessa che si registra al Vega di via Ceccherini (1,59 euro contro 1,67). All’Ip di via Martiri della Libertà la forchetta si riduce, con la benzina a 1,63 e il gasolio a 1,67.
“L’incipit di questo ragionamento non può essere che uno – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – il governo guidato da una presidente del consiglio che a suo tempo faceva delle carnevalate ai distributori di benzina per mettere in luce il peso enorme delle accise e delle tasse in genere sul carburante, è anche quello che va a ritoccare le accise stesse ponendo chiaramente il fianco alle speculazioni. Non ci è sfuggito che a fine anno molti distributori hanno alzato il prezzo della benzina, anche se il costo del barile è fra i più bassi degli ultimi anni. In questo modo a inizio anno chi ha abbassato il prezzo della verde di fatto non lo ha neanche toccato. Di contro il gasolio è schizzato alle stelle registrando un sorpasso storico rispetto alla benzina. Queste si chiamano speculazioni non per niente sono già partite le indagini della Finanza. Il riallineamento, avvenuto in modo troppo drastico, comporterà una ulteriore inflazione sui prezzi dei prodotti alimentari, andando a colpire un carrello della spesa già falcidiato dagli aumenti esplosi nel 2022. Vista l’importanza della questione – conclude Garofolini – crediamo sia necessario avviare una seria riflessione sul costo del carburante in Italia molto più alto rispetto a quello applicato da quasi tutto il resto d’Europa. Non è possibile che quando riempiamo il serbatoio circa il 60 per cento di ciò che sborsiamo vada in tasse. Questo è inaccettabile”.
| Confronto prezzo benzina e gasolio a Mestre | |||
| Disttributori | verde | gasolio | diff. Assoluta gasolio su verde |
| Eni self via Circonvallazione | 1,57 € | 1,68 € | 0,11 € |
| IP piazza XXVII ottobre | 1,63 € | 1,69 € | 0,06 € |
| IP via F. Marghera | 1,63 € | 1,67 € | 0,04 € |
| IP via Martiri della Libertà | 1,61 € | 1,67 € | 0,06 € |
| Shell via Martiri della Libertà | 1,60 € | 1,65 € | 0,05 € |
| IPlanet via Martiri della Libertà | 1,60 € | 1,66 € | 0,06 € |
| LORO via Terraglio | 1,59 € | 1,65 € | 0,06 € |
| Tatanka via Bacchion | 1,57 € | 1,65 € | 0,08 € |
| Vega via Ceccherini | 1,59 € | 1,67 € | 0,08 € |
| Fonte: monitoraggio Adico venerdì 16 gennaio | |||