Mestre. Quello fra i cittadini ed E-distribuzione sta diventando un braccio di ferro sempre più frequente e serrato. Il motivo? Semplice, gli sbalzi di tensione elettrica e le sue inevitabili conseguenze. Sono sempre di più le persone che si rivolgono all’Adico per questo motivo, denunciando fra l’altro le mancate risposte da parte dello stesso distributore.
In tale contesto, l’ultimo caso approdato negli uffici di via Volturno riguarda una famiglia che vive a Mestre, in via Predazzo. Lei, come molti altri nuclei familiari della zona, hanno subito danni anche ingenti a causa di uno sbalzo di tensione che ancora ad agosto ha coinvolto la cabina situata nella stessa via Predazzo, al civico numero 9, richiedendo l’intervento dei tecnici di E-distribuzione e dei vigili del fuoco.
Secondo il racconto del socio, i residenti della zona avrebbero dovuto affrontare spese a volte difficilmente sostenibili per sistemare i guasti provocati da questo avvenimento. Nel caso specifico i danni documentati dal nostro iscritto ammontano a circa 720 euro. Ma ci sarebbero famiglie chiamate a pagare importi ben superiori.
Il caso non è assolutamente isolato, anzi. Adico, soprattutto nell’ultimo periodo, ha affrontato spesso questo problema perché chiamata in causa dai residenti delle zone colpite dagli sbalzi di tensione elettrica. Di recente, per esempio, all’associazione si sono rivolte alcune persone che vivono nei pressi dell’aeroporto di Tessera.
E’ probabile, dunque, che l’incremento di tali episodi sia legato ai lavori di ammodernamento e di manutenzione della rete da parte di E-distribuzione. Ma non vi sono certezze su questo e, in ogni caso, resta in piedi un problema che deve per forza trovare soluzione.: il distributore, in questa come in altre vicende, tende a non rispondere neppure alle richieste dei cittadini o a negare responsabilità per i danni subiti all’interno delle abitazioni.
“Anche noi fatichiamo a rapportarci con E-distribuzione per queste situazioni – accusa Carlo Garofolini, presidente di Adico – e non è accettabile. Le responsabilità, certo, vanno accertate ma se si parte dal presupposto di non rispondere neppure, né ai cittadini né a noi, allora la situazione si complica. Siccome a Mestre gli sbalzi di tensione e i relativi danni ci risultano sempre più frequenti, chiediamo al distributore di prendere in mano la situazione e di valutare con attenzione tutte le richieste di rimborso che riceve, senza far finta di nulla come sta succedendo anche per i residenti di via Predazzo”.