Venezia. La saga per i danni del nubifragio avvenuto nel Veneziano ancora il 21 agosto 2025 prosegue senza soluzione di continuità. I rimborsi per i danni subiti, richiesti da molte persone anche tramite l’Adico, continuano a restare una incognita che periodicamente vive di aggiornamenti tutt’altri che chiari.
Qualche mese fa abbiamo rilevato con ogni evidenza come il problema principale fosse l’assenza delle risorse necessarie per procedere con i rimborsi. Anche se inizialmente si chiedeva alle vittime stesse di attendere l’apertura dell’apposito portale dedicato appunto ai rimborsi.
Qualche socio, invece, in questi giorni sta ricevendo una nuova comunicazione, sempre tendenzialmente indecifrabile: “La informiamo – si legge nel messaggio inviato ad alcune delle vittime di quel famoso nubifragio – che la Regione del Veneto ha avviato un censimento dei beni mobili registrati privati: autoveicoli, motoveicoli e natanti iscritti ai pubblici registri (sono esclusi i monopattini, l’e-bike e velocipedi), che abbiano subito dei danni in conseguenza degli eventi alluvionali verificati nel comune di Venezia lo scorso 21 agosto 2025”.
Una buona notizia, dunque? Beh, difficile dirlo, visto anche il tono con cui prosegue la comunicazione.
Inizialmente viene chiaramente specificato quali siano i soggetti che possono presentare il modulo ovvero i soli cittadini residenti nella regione del Veneto che “abbiano riportato danni ai beni mobili registrati di utilizzo privato, non aziendale” E che “all’atto di presentazione del modulo, abbiano già provveduto alla riparazione del veicolo o, in caso di demolizione, all’acquisto di un nuovo veicolo”.
In allegato, poi, viene aggiunto il modulo per segnalazione danni ai BMR, scaricabile anche al seguente link: https://www.comune.venezia.it/it/protezionecivile;
Si sottolinea anche che ii modulo deve essere inviato alla Protezione civile del Comune di Venezia, tassativamente, entro e non oltre le ore 12:00 del prossimo 15 luglio 2026, con una delle seguenti modalità: a mezzo mail all’indirizzo: protezionecivile@comune.venezia.it, oppure sempre a mezzo posta certificata a: protezionecivile@pec.comune.venezia.it
Detto questo, ecco la chiosa finale che fa scemare molte illusioni: “si evidenzia che la raccolta dei moduli ha la sola finalità di stima del fabbisogno economico e che la loro trasmissione non dà diritto ad alcun contributo”.
A questo punto, come spiega Carlo Garofolini, presidente di Adico, “facciamo fatica anche noi a spiegare se e quando arriveranno questi benedetti indennizzi anche se la sensazione è che si continui a restare nel campo delle promesse, forse non avvalorate da azioni concrete. Fatichiamo anche noi a spiegare cosa stia succedendo anche se la sensazione è che i soldi non ci siano e che dunque queste comunicazioni servano solo per mostrare che qualcosa si sta muovendo. A questo punto sarebbe più corretto dire alle vittime dell’alluvione che i soldi non ci sono e che quindi è inutile illudersi. Di certo noi continueremo a lottare per ottenere i legittimi rimborsi per l persone che si sono rivolte a noi”.
2 risposte
Alluvione del 21 agosto, in via Francesco Filelfo, una delle vie maggiormente colpite dall’evento.
il danno principale è stato all’auto parcheggiata in giardino, ma non si è riparata per il costo eccessivo. L’auto si muove ancora in sicurezza, ma alcune parti non essenziali si sono danneggiate, pertanto nessun modulo da inviare…
I danni al piano terra non sono quantificabili, in quanto interessavano mobili vecchi di recupero e materiale non essenziale, ma muri e porte sono rimasti danneggiati.
È una vecchia auto di 15 anni, pertanto non ha alcun valore commerciale.
Con un rimborso forfettario, magari si sarebbe potuto riparare qualcosa, ma credo che il comune ormai non abbia più a bilancio fondi per queste cose. Ci diranno che dobbiamo assicurarci.
Salve Roberto, videna purtroppo abbastanza frequente. Si, ormai sembra proprio che andiamo verso assicurazioni obbligatorie.
Buona giornata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico