La Bce aumenta i tassi di interesse, batosta da 180 euro annui per le famiglie veneziane

Venezia. Ciò che molti temevano, vista la nuova infiammata dell’inflazione, si è puntualmente avverato. La Banca Centrale Europea, proprio come succedeva nel 2022, è tornata a rialzare i tassi di interessi per i mutui (in questo caso di 25 punti base) , andando a colpire quella parte di cittadini che ha un mutuo a tasso variabile (il 30% dei mutuatari).

Su un finanziamento di 125 mila euro da rimborsare in 25 anni, l’aumento si traduce in un extra-esborso mensile di circa 15 euro, con un incremento annuo di circa 180 euro. Ma in generale il ritocco all’insù dei tassi influisce, seppur in forma minore, anche su altre tipologie di prestito.

Fra l’altro, come testimonia il consueto monitoraggio da parte del Crif (Centrale rischi di intermediazione finanziaria), nel primo semestre del 2026 la platea dei veneziani con un credito attivo è in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025. Vediamo.

Secondo la Centrale rischi, nella prima parte del 2026 il 61,4% dei cittadini residenti in provincia ha in essere un finanziamento: il 32% possiede un mutuo, il 40,4% un prestito finalizzato e il 27,6% un prestito personale.

La rata media è di 324 euro mensili per un debito medio totale di 43.178 euro.

I dati mostrano una crescita del ricorso ai finanziamenti rispetto ai primi sei mesi del 2025, sintomo di una generale difficoltà da parte delle famiglie che sono costrette sempre più a indebitarsi.

Nel primo semestre dell’anno scorso, infatti, la quota di veneziani con prestiti attivi era del 58,2%, la rata media si fermava a 306 euro mensili e l’indebitamento totale, sempre medio, era di 38.250 euro.

“L’aumento dei tassi di interesse rappresenta l’ennesimo balzello per le famiglie ormai esasperate – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico -. Si sa che la Bce adotta questo strumento per combattere l’inflazione, come dimostrano i ripetuti ritocchi all’insù dei tassi nel 2022, anno drammatico sul fronte dei rincari. Ma ciò significa punire una grossa fetta di persone impegnata ogni mese a pagare la rata alla banca o alla finanziaria, magari per l’acquisto della prima casa. Il problema è che se l’inflazione non calerà, ci saranno nuovi aumenti dei tassi di interesse e quindi nuove spese per molte famiglie. Ma i rincari, soprattutto energetici, sono legati per lo più ai contesti geopolitici internazionali. SE non si fermeranno le guerre, i portafogli dei cittadini saranno sempre più vuoti”

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