Calmierare i prezzi di benzina e diesel? Una mossa di certo positiva ma del tutto insufficiente per evitare i salassi che automobilisti a autotrasportatori stanno subendo ormai da troppo tempo. Adico – pur accogliendo con favore la “buna volontà” dimostrata da Eni e ora anche da Ip – considera ancora del tutto insufficiente lo sconto annunciato visto le tariffe “monstre” che si sono materializzate a partire dall’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran. “Tutto fa brodo, si dice in questi casi – è il commento di Carlo Garofolini, presidente di Adico – ma i prezzi alla pompa, seppur scontati, restano altissimi e la stangata resta sempre insostenibile. Bisogna puntare su interventi strutturali, come il taglio delle accise, oppure ci limitiamo a piccole azioni che non risolvono il problema. Poi noi insistiamo sul fatto che c’è chi se ne approfitta e le speculazioni sono ancora evidenti in molti distributori. Avere sfondato la quota dei 2 euro per il diesel è di drammatico e se non cambierà qualcosa anche a livello geopolitico, per cittadini e lavoratori proseguirà il salasso”.
Rileviamo, e staremo a vedere, che anche IP seguirò la mossa di Eni. Ecco di seguito l’articolo pubblicato su QuiFinanza.it che annuncia appunto questo intervento che andrenìbbe a coinvolgere molte pompe di benzina. ,
Tetto prezzi carburante: l’annuncio di IP
Anche IP ha fatto la propria mossa. La compagnia, controllata dallo scorso maggio dal gruppo azero Socar, ha comunicato che introdurrà un tetto al prezzo di benzina e gasolio. Lo farà con un’applicazione progressiva, che partirà dai distributori a proprio marchio.
Al momento, però, mancano i dettagli più attesi dagli automobilisti. Tutti vogliono conoscere gli importi precisi che saranno mostrati alle stazioni di servizio. Al tempo stesso è ancora riservata la data d’avvio della procedura e la sua durata. Il tutto sarà chiarito nei prossimi giorni.
La decisione segue quella di Eni, come detto, che ha introdotto una riduzione di circa 17 centesimi al litro a partire dal 28 settembre 2026. Alla base di entrambe le mosse c’è l’appello del governo, che aveva chiesto alle compagnie un aiuto concreto per famiglie e imprese. Una risposta del settore privato che conterrà le ricadute dei rincari e, al tempo stesso, scatena polemiche. Si parla infatti di una strategia anti tassa sugli extraprofitti, che potrebbe molto di più se approvati dal Governo.
Esso e altri operatori: cosa cambia per gli automobilisti
IP ha inoltre fatto sapere d’essere al lavoro per estendere il meccanismo oltre la propria rete. In particolare, si studia il coinvolgimento dei distributori a marchio Esso e di altri operatori della filiera. L’azienda ha promesso un sostegno “significativo” a partner e gestori, con l’obiettivo dichiarato di garantire la sopravvivenza di un settore della distribuzione che conta migliaia di operatori.
Chi fa il pieno, avrà un effetto concreto che dipenderà da due fattori: l’entità dello sconto e il numero di distributori che aderiranno all’iniziativa. Se più compagnie seguiranno l’esempio di Eni e IP, la maggiore concorrenza potrebbe favorire un calo generalizzato dei prezzi. Nel frattempo il consiglio resta quello di confrontare i costi dei diversi impianti, anche tramite strumenti online, per individuare le aree più convenienti.