Venezia. Quando si parla di bonus una tantum a ridosso (o quasi) di appuntamenti elettorali, la nostra associazione storce da sempre il naso, intravedendo una palese mossa elettorale, che arrivi da destra o che arrivi da sinistra.
Abbiamo già espresso il nostro apprezzamento per l’abolizione del bollo per le auto sotto gli 80 Kw, sempre che resti misura strutturale. Non esprimiamo lo stesso apprezzamento, invece, per la card sanitaria di 300 euro destinata agli ultra75enni con redditi inferiori ai 28 mila euro annui, misura fortemente voluta da Forza Italia che punta al suo bacino di riferimento, i pensionati. Il bonus infatti è dedicato a prestazioni mediche (visite, farmaci, interventi odontoiatrici che non vengono passati dal Sistema Sanitario Nazionale).
“E’ una elemosina inutile perché l’anziano ultra75enne con quei soldi non ci fa praticamente nulla – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Le visite specialistiche che non vengono passate dal sistema sanitario nazionale sono un numero esiguo per gli anziani, trattandosi spesso di questioni di natura estetica o comunque non emergenziale. Per dentiere, protesi e in generale gli interventi odontoiatrici, che dire? 300 euro sono praticamente il costo della prima seduta di controllo, se va bene. Forse si potrà pagare qualche ticket, magari togliersi un fibroma pendulo (meglio conosciuto come porro). Insomma, qualche cosa si potrà pure fare ma quei soldi potevano essere investiti in modo molto più utile, visto che sono stati trovati, invece così sembra solo un modo per conquistare un po’ di voti dai pensionati con più di 75 anni. Il piuttosto che niente è meglio piuttosto in questi casi è una vera assurdità”.
Per comprendere il motivo della nostra che contrarietà proviamo a proporre alcuni numeri che riguardano il possibile impatto dell’intervento in Veneto.
I potenziali fruitori della card di 300 euro (che inizialmente dovevano essere 500) – ovvero gli ultra75enni con pensione inferiore ai 28 mila euro annui, circa 2300 euro mensili – nella nostra regione sono oltre 422 mila, il 65,5% dei pensionati over 75 e il 31% dell’intera platea dei pensionati.
Dati i numeri, l’investimento in Veneto è di 126 milioni e 650 mila euro circa (su un totale di 1,6 miliardi a livello nazionale) una cifra non irrisoria e per questo utilizzabile, secondo Adico, in maniera molto più concreta ed efficace sempre in ambito socio sanitario.
Un esempio su tutti. Dato che oltre alla sanità la questione più pressante per i nostri anziani è quella legata alla non autosufficienza, perchè non si sono destinate quelle risorse ai circa 175 mila ultra80enni veneti che non sono più in grado di badare a loro stessi? Avrebbero ottenuto un beneficio di 726 euro a testa, non certo risolutivi ma più utili, a nostro avviso, rispetto al voucher partorito dal governo.
“Già la manovra in generale ci sembra del tutto inadeguata – prosegue Carlo Garofolini – anche se è giusto dire che di questi tempi i margini sono davvero risicati e la cosa importante è tenere i conti in ordine. A noi sembra che i vantaggi maggiori giungano ai più ricchi e come sempre alle partite Iva, mentre lavoratori dipendenti e pensionati restano come al solito le categorie più penalizzate. Poi c’è un tentativo di spinta verso la natalità ma con interventi davvero irrisori. Promuoviamo come detto l’abolizione del bollo auto per le vetture meno potenti ma di certo il voucher da 300 euro lo bocciamo senza se e senza ma“.