La domanda gli è sorta spontanea dopo aver raccolto dal parabrezza la settima multa – con tanto di aumento “grazie” al nuovo codice – per sosta vietata in soli due mesi. “Ma con quale criterio sono state stabilite a Mestre le zone per il parcheggio dei residenti con abbonamento?”. C.G., 52enne libero professionista mestrino residente in piazza XXVII ottobre, all’angolo con Corso del Popolo, non nega di aver sbagliato a ignorare i “rari” cartelli nei quali è scritto in minuscolo la tipologia di zona (rossa, verde e gialla per l’area centrale) dove l’abbonato può parcheggiare senza incorrere in sanzioni. E infatti non c’è alcuna intenzione di proporre ricorso, che non avrebbe alcuna possibilità di andare a buon fine. Però l’interrogativo, quello sì, può essere tranquillamente posto alla ricerca della ratio, all’apparenza inesistente, che ha portato alla suddivisone delle soste per residenti nel centro di Mestre.
“Ho l’abbonamento da poco tempo – spiega il 52enne – ma con le multe che ho pagato avrei potuto farmene altri due. Purtroppo le prime tre contravvenzioni le ho prese perché ho usato la mia logica, sbagliando. Ho lasciato l’auto in panne per un problema con la batteria sotto il parcheggetto che dista a qualche metro dalla mia abitazione. Non mi sono neanche posto il problema, ero convinto al cento per cento che fosse zona rossa, la mia, trovandosi proprio sotto casa. Ho lasciata l’auto lì tre giorni e ho preso tre multe grazie alla solerzia degli ausiliari che hanno controllato quell’area senza soluzione di continuità. Un’altra multa, sempre per la mia ingenuità, l’ho presa in Corso del Popolo, ovviamente sempre sotto casa. Perché la zona rossa è solo da una parte dell’arteria – con pochissimi posti alcuni dei quali anni fa sono sparite per lasciare spazio a un’area ecologica – attraversando l’arteria il mio abbonamento non è più valido. Fortunatamente posso mettere la macchina in via Pepe, zona Bingo. Ci saranno una quindicina di posti, sempre eternamente occupati, più uno inutilizzabile perché ormai da mesi c’è un cartello con cui si minaccia la rimozione della vettura, essendoci in teoria lavori in corso anche se non si è mai visto un operaio o un cantiere. Un’altra volta ho messo l’auto al parcheggio grande in via Forte Marghera, vicino all’inizio del canale. Non trovando posto da nessun’altra parte, l’ho messa lì perché qualcuno mi aveva detto che era zona rossa. Ho sbagliato pure lì, anche perché era buio e non riuscivo a leggere il cartello. Peccato perché in quell’ampio perimetro i posti liberi ci sono sempre e anche si trovano a circa 700 metri da casa, quel park sarebbe l’ideale. La penultima sanzione l’ho presa in via Zanotto, a circa 100 metri da dove abito. Recito ancora il mea culpa, sono stato recidivo ma anche in questo caso ho recepito le informazioni sbagliate e mi sono affidato alla logica. Ora so di per certo che posso parcheggiare in via Lazzari, dove trovare un posto è una chimera e in parco Ponci. Ci si chiede: perché Parco Ponci sì e il park a un metro da casa no? Ma, nessun problema perché anche lì c’è il trabocchetto. Infatti giovedì ho lasciato lì l’auto, a 400 metri da casa, dopo aver cercato per un’’ora e trequarti un altro possibile park più vicino a casa. Erano le 18 di sera, non ho notato il cartello del divieto di sosta nei giorni di mercato e fatalità ho messo l’auto nel primo parcheggio dopo quella segnaletica. Naturalmente, alle 9 del venerdì avevo già la multa sul cruscotto. Faccio i miei complimenti agli ausiliari ai quali va il premio Stakanov soprattutto in dicembre e chiedo una cesta Natalizia dal Comune al quale ho regalato due abbonamenti. Speriamo almeno che quei soldi vengano utilizzati per cose utili non per fare cassa”. ”.
La storia che viene riportata nel nostro sito, come spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, “ha l’intento di comprendere se altri residenti nel centro di Mestre ritengano insensata l’assegnazione dei posti auto per residenti con abbonamenti visto che altre volte, in modo puramente colloquiale, abbiamo sentito contestazioni simili da parte si soci passati nella nostra sede per altre casistiche. E’ chiaro che qui la nostra associazione non possa intervenire, però è evidente che esista un problema di parcheggi in centro a Mestre. Non per niente in alcune ore del giorno in Corso del Popolo come in piazza XXVII ottobre le auto sono parcheggiate ai lati della strada se non sul marciapiede, ove vi sia la possibilità”.