Mestre. Multe, cambi di residenza, modifiche sul libretto di circolazione, reclami, dichiarazioni, richieste di certificati, convenzioni, contributi, agevolazioni e chi più ne ha più ne metta. E’ ormai chiaro che per sopravvivere in questa società sia necessario se non obbligatorio possedere lo spid oppure, ma non per tutto, la carta di identità elettronica (Cie).
“E la tecnologia, bellezza”, si potrebbe dire mutuando la celeberrima frase di Humphrey Bogart nel film noir del 1952, l'”Ultima minaccia”. Ma, in realtà, la questione sta decisamente sfuggendo di mano alle istituzioni che ormai sembrano orientate verso una posizione che taglia fuori qualsiasi soggetto (pensiamo per esempio agli anziani) sprovvisto appunto di mezzi tecnologici.
In tale contesto, considerando che anche l’ultimo baluardo dello spid gratuito, le Poste Italiane, da quest’anno richiede un obolo seppur minimo per possederlo, Adico invita l’amministrazione comunale veneziana e in particolare il futuro sindaco, a prevedere la possibilità di attivare l’identità digitale senza pagamento e di contemplare comunque in concomitanza metodi alternativi e non tecnologici per l’accesso ai servizi.
Insomma, come spiega Carlo Garofolini, presidente di Adico, “è inaccettabile che un cittadino ormai debba possedere obbligatoriamente lo spid o i codici della carta di identità elettronica per accedere a qualsiasi servizio. E’ per di più inaccettabile obbligare le persone e possedere mezzi tecnologici, come un pc, un tablet ma anche un semplice telefonino. Oppure diciamolo chiaramente a tutti gli italiani. Per avere diritto di cittadinanza nel nostro Paese è obbligatorio possedere un personal computer, un smartphone o un i-phone o comunque un supporto tecnologico in grado di accedere a tutte le applicazioni legate, a questo punto, a qualsiasi servizio. Insomma, diciamo in modo chiaro: se non hai lo spid o quantomeno, ma proprio come seconda e ultima alternativa, la carte di identità elettronica, non sei considerato un cittadino italiano e quindi, come prima conseguenza, non hai diritto di voto“.
Facciamo un semplice esempio “veneziano” per capire dove siamo arrivati.
Un numero ormai incalcolabile di servizi del comune di Venezia necessita appunto dell’identità digitale (o della Cie). Facciamo finta di prendere una multa che prevede la decurtazione dei punti della patente. Bene, a parte l’assurdità della norma che regola tale sanzione (vedi per esempio il nostro articolo su multa mancata comunicazione conducente) risulta al limite del surreale il metodo di comunicazione delle informazioni richieste dalla Polizia Municipale.
Secondo quanto specificato nel verbale stesso, l’automobilista sanzionato dovrà comunicare vari (e oggettivamente eccessivi) elementi per procedere con la decurtazione dei punti. Chi guidava al momento dell’infrazione, la fotocopia della sua patente, tutti i suoi dati, poi i dati dell’effettivo proprietario del mezzo. Pena, come si sa una eventuale multa di importo spropositato. Una volta raccolte tutte le informazioni richieste, da quello che si evince nel verbale stesso, l’unico modo per comunicarle sarà tramite il portale “Dime” del comune di Venezia. Insomma, se non si ha un pc ho un cellulare adeguato, pare non ci siano alternative. Una pec, una raccomandata… nulla. Fra l’altro, sempre da quanto emerge entrando nel sito stesso, per la comunicazione dei dati bisogna per forza possedere lo spid. Neppure la carta di identità elettronica sembra sufficiente!
“Visto che le elezioni amministrative a Venezia sono vicine – conclude Garofolini – pensiamo che il futuro primo cittadino dovrà pensare anche a questa situazione. Ci troviamo con decine di soci, soprattutto anziani, che non sanno più come muoversi in circostanze di questo genere. Come associazione noi NON chiediamo, ma pretendiamo che i cittadini veneziani possano accedere ai servizi anche senza lo spid o la Cie. Gli uffici del Comune devono essere disponibili a ricevere i cittadini di persona oppure bisogna permettere agli stessi di accedere ai servizi con mezzi non tecnologici, come le raccomandate con ricevuta di ritorno. Basta, è ora di finirla. Non possiamo chiedere a un 80enne di utilizzare forzatamente puk, pin, password. Ma in che mondo siamo? La transizione tecnologica è legittima ma richiede tempo. In questo momento gran parte dei servizi sono appannaggio solo di chi ha confidenza con la tecnologia. E allora, mettiamolo in Costituzione, come primo articolo: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sullo spid, la cie e la tecnologia. E allora sì, non diremo più nulla“.
10 risposte
Lo SPID di Sielte è gratuito per l’attivazione e l’utilizzo base, con la condizione di scegliere una delle modalità di riconoscimento gratuite.
Le opzioni gratuite includono:
Carta d’Identità Elettronica (CIE) 3.0
Firma Digitale
Carta Nazionale dei Servizi (CNS)
Riconoscimento di persona presso gli sportelli Sielte o i Comuni abilitati
L’unico caso in cui il servizio non è gratuito è la modalità via webcam, che prevede un costo determinato in base alle esigenze commerciali del momento, senza un prezzo fisso indicato pubblicamente.
Il servizio si rinnova automaticamente ogni due anni senza alcun costo aggiuntivo, e rimane attivo fino al rinnovo.
Per ulteriori informazioni, consulta il sito ufficiale: sielteid.it.
Salve Matteo, grazie, io pubblico il suo commento, anche se di fatto è promozionale, nella speranza che possa comunque essere utile alla cittadinanza.
Buona serata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico
Non solo Venezia, ma anche tutti gli altri Comuni della Città Metropolitana, con la scusa del COVID, hanno praticamente ridotto o annullato parecchi servizi di sportello, se jon quelli che non possono essere erogati senza la presenza fisica del richiedente, come ad esempio la CIE! Inoltre alcuni Comuni hanno accentrato i servizi amministrativi relativi alla Polizia Locale in quella di Venezia, ragion per cui se io prendo una multa a, per esempio, Musile devo necessariamente recarmi a Mestre per accedere agli atti (foto, ecc.)
Buonasera signor Gianpietro, come ho avuto modo di sottolineare anche in altri commenti, io stesso sono vittima di questa rivoluzione tecnologica. Stio impazzendo per….pagare delle multe e scaricare i documenti per i viare i miei dati causa decurtazione punti. Un disastro.
Credo che noi tutti pretendiamo che esista un’alternativa…non vogliamo fermare il progresso ma neanche diventarmi schiavi.
Grazie davvero per il sostegno e buona serata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico
Avete ragione da vendere!
Al Comune troppi politici e amministrativi cercano di semplificare il loro lavoro caricando i cittadini di accessi e procedure tecnologiche oltre l’assurdo, con mancanza di chiarezza e troppe complicazioni.
Ciao Giovanna, sai cos’è la cosa assurda? Che si può fare anche attraverso gli uffici ma io per esempio un mese e mezzo fa ho chiesto un appuntamento per il xcambio di residenza e me l0hanno dato a giugno…evidentemente soni impengantissimi..non lo so.
Grazie e buona serata
Gialuca Codognato
uff. stampa Adico
Condivido appieno questo articolo … aggiungo che tanti anziani non hanno figli che possano aiutarli e così si trovano nei guai senza sapere nulla … non lo trovo giusto ..!!
Buonasera signora Adelina e grazie mille per il suo intervento. Se può consolarla, ho grandissime difficoltà anche io che sono adulto (non anziano) ma tatro stanco di non poter fare più nulla se non ho lo spid!!!!
Un saluto
Gianluca
uff. stampa Adico
Sacrosanto quello che chiedete! Purtroppo non solo gli anziani sono in difficoltà con la tecnologia. Sarebbe ora che capissero che non siamo tutti allo stesso livello e non è una colpa. E stendiamo un velo pietoso sull’approccio ai servizi sanitari! Andate avanti su questa strada che avete tutto il mio consenso, Nella tecnologia ci sguazzo pur avendo 77 anni, però soffro quando qualche amico, magari più giovane di me viene a chiedermi aiuto e visibilmente si vergogna per non saper fare da solo! Tutto deve essere accessibile a tutti! Grazie per la vostra attività.
Grazie mille per il sostegno signora Zannini…tra l’altro scopro con piacere che nella campagna elettorale per il nuovo sindaco di Venezia qualcuno (non dico chi perchè noi, com’è naturale, non prendiamo alcuna posizione su questo) ha rilanciato il tema: va bene la transizione tecnologica ma deve essere realizzata seguendo step ben precisi, non obbligando tutti, da un giorno all’altro, a a dotarsi di spid, Cie, pagoPa e chi più ne ha, più ne metta. Personalmente io stessi, classe 1972, trovo grossi impedimenti nel dover usufruire di qualsiasi servizio solo con spid o cie, e quindi con mille codici e mille password. Così davvero ci complica la vita alle persone, non la si facilita affatto.
Grazie per il suo intervento e speriamo che ci ascoltino…i nostri prossimi amministratori!!!
Buona giornata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico