Nel film “Quo Vado” il protagonista, Checco Zalone, ne parla in termini quasi messianici. E, in effetti, la forzatura comica non è poi così lontana dalla realtà. La tredicesima mensilità, ovvero lo stipendio aggiuntivo elargito in dicembre ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, ha davvero aspetti salvifici. Peccato, però, che l’importo in questione, seppur utilissimo, non possa essere utilizzato per favorire un virtuoso aumento dei consumi natalizi, perché già impegnato in altri pagamenti di varia natura, trainati in particolare dall’inflazione, vera spina nel fianco per i consumatori italiani a partire dal 2022.
In Veneto, secondo le stime di Adico, quest’anno l’importo totale della tredicesima supera i 93 miliardi e mezzo di euro. Sono oltre 2 milioni e 200 mila (escluse colf e badanti regolari) i lavoratori dipendenti beneficiari della mensilità aggiuntiva che per loro ammonta a circa 61 miliardi di euro. In media riceveranno 2.125 euro lordi ovvero, con la tassazione al 23% che riguarda le entrate fino ai 28 mila euro lordi annui (nella nostra regione si calcola per il 2025 uno stipendio medio annuo di 27.615 euro per dipendenti e pensionati), parliamo di circa 1.635 euro, che si sommano al normale stipendio.
I pensionati destinatari della mensilità aggiuntiva sono poco meno di un milione e 300 mila per un gettito totale di 32 miliardi e mezzo. A loro spettano in media 1.931 euro lordi, quindi 1486 euro netti.
Come detto, questa regalo natalizio che arriva dunque a 3 milioni e mezzo di dipendenti e pensionati veneti è una vera e propria manna dal cielo per intere famiglie ma di certo in pochi potranno permettersi di utilizzarlo per motivazioni ludiche o, comunque, per togliersi qualche sfizio, come un viaggio. La 13esima è di fatto già erosa da cose meno piacevoli.
“Partiamo da un presupposto incontestabile – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -: la tredicesima mensilità rappresenta davvero una boccata d’ossigeno per lavoratori e pensionati e costituisce un reale beneficio, molto più concreto degli inutili bonus una tantum tipo la Carta dedicata a te che, fra le altre cose, è pure ingiusta visto che arriva solo a una piccola parte dei potenziali beneficiari. Detto ciò, però, sappiamo benissimo che anche quest’anno, come succede dal 2022 (l’anno in cui è scoppiata l’inflazione stile anni 80), la mensilità aggiuntiva andrà a recuperare intanto il potere d’acquisto eroso, almeno in parte, dai rincari del 2025. Ricordiamo, per esempio, che le famiglie venete hanno sborsato per i beni alimentari di largo consumo 30 euro in più al mese rispetto all’anno precedente. D’altra parte l’Istat rileva un aumento della povertà relativa e assoluta anche nella nostra regione quindi crediamo che la 13esima sia già di fatto impegnata per pagare rate e debiti arretrati, bollette del gas, alcune imposte come l’Imu, spese condominiali, bollo auto e, appunto, inflazione. Non solo – prosegue Garofolini -. Bisogna aggiungere che alcuni lavoratori e pensionati che si attendono una tredicesima di un certo importo si ritrovano con una cifra decurtata a causa di conguagli di varia natura. Insomma, prevediamo una riduzione dei regali sotto l’albero e non ci attendiamo che i ristoranti saranno pieni per Natale o Capodanno anche perché ci è capitato di vedere i prezzi di alcuni cenoni e siamo rimasti attoniti. Per l’ultimo ci sono sono offerte da 150, 170 euro a persona….bibite escluse. In ogni caso, per rendere più appetitosa la 13esima, bisognerebbe aumentare gli stipendi e rivalutare le pensioni in modo adeguato, senza fare inutili elemosina, come quella prevista per il 2026. Se poi venisse detassata, sarebbe molto utile per i diretti interessati e per l’economia del territorio”.
2.212.381 61.095.667.500,00 € 27.615,35 € 2.124,26 € 488,58 € 1.635,68 €