Venezia. Prescrizione sì, prescrizione no. La domanda aleggia nell’aria scaturita dagli interrogativi che si pongono in questi giorni molti contribuenti veneziani, alle prese con un vero e proprio boom di cartelle esattoriali che in molti casi contengono richieste di pagamenti teoricamente (o all’apparenza) non più dovuti perché appunto, prescritti. Parliamo in primo luogo dei bolli auto, che scatenano da sempre il dibattito sulla loro possibile decadenza, dato che in Veneto si prescrivono in tre anni. Ma anche di sanzioni stradali, contributi vari, come quello per il consorzio di bonifica Acque Risorgive e molto altro ancora.
D’altra parte non è una novità che a fine anno le amministraioni locali aumentino in modo consistente l’attività di riscossione, dato che è l’ultima chance per metttere a posto per quanto possibile il bilancio annuale. Ciò comporta, ahinoi, anche l’invio di cartelle esattoriali per pagamenti non più dovuti. E la domanda è: perché succede questo? Si tratta solo di semplici errori, magari telematici, oppure è un tentativo di recuperare anche importi prescritti contando sull’inconsapevolezza del cittadino?
Proprio in questi giorni Adico sta ricevendo numerose richieste di informazione e di intervento da parte di contribuenti mestrini e veneziani per cartelle ritenute non più esigibili dall’Ente riscossore, come l’Agenzia Riscossione Entrate, dato che è scaduto il tempo concesso dalla legge per ottenere il pagamento dal diretto interessato.
A questo punto, dunque, bisogna fare chiarezza, per quanto possibile, su una questione così opaca e interpretabile, che tanta confusione ingenera fra i cittadini ma anche fra gli stessi enti riscosssori. Partiamo dall’inizio.
Prescrizione e decadenza. Per prima cosa, partiamo dalla distinzione fra prescrizione e decadenza. La prescrizione è il termine dopo il quale il credito non risulta più esigibile. Per il bollo auto la prescrizione è di tre anni, gli altri importi si prescrivono solitamente in 5 anni. Altre voci, come i tributi erariali, in dieci (prescrizione ordinaria) I termini di prescrizione possono essere interrotti da altri atti, come le notifiche, per poi ripartire da zero e ricominciare. Esempio: se nel 2024 mi viene notificata una cartella per un bollo del 2016 notificato nel 2019, il conteggio riprende da zero nel 2019. Visto che comunque sono passati più di tre anni la cartella sarà prescritta. Se invece ho una cartella del 2019, notificata nel 2022, questa sarà ancora valida perché non sono passati i termini per l’annullamento. La decadenza, per contrasto, è come la prescrizione solo che non può essere interrotta. Noi qui ci occuperemo solo della prescrizione.
Come muoversi. Quando si ritiene che una richiesta di pagamento sia prescritta, la prima strada da intraprendere è la richiesta di annullamento in autotutela. Di fatto, si chiede all’Ente riscossore di cancellare la cartella in quanto sono passati i tempi per far valere la pretesa. In questo modo, l’Ente evita i possibili costi per contrastare un ricorso del contribuente. Proprio il ricorso, infatti, è la seconda strada obbligata nel caso di una mancata risposta rispetto alla domanda di annullamento. Lo si può presentare alla Corte di Giustizia Tributaria, se si tratta apunto di un tributo, o al giudice ordinario se parliamo di sanzioni o di entrate patrimoniali. In caso di sentenza favorevole, il contribuente vedrà riconosciuta la prescrizione del pagameno e il rimborso delle spese legali. Attenzione, perché se passano 60 giorni dalla notifica, ricorrere non sarà più possibile quindi è meglio muoversi prima di quel termine anche se non si è ricevuta alcuna risposta.
Possibili risposte. Naturalmente non è tutto così semplice come potrebbe sembrare all’apparenza. Perchè l’Ente riscossore il più delle volte adduce motivazioni, plausibili o meno, a sostegno della validità del pagamento richiesto. Può succedere, anzitutto, che l’Ente segnali l’invio di una notifica che ha interrotto la prescrizione. Ma chi lo deve dimostrare questo? A logica, spetterebbe al riscossore l’onere della prova. D’altra parte, dovrebbe essere semplice: se si sostiene di aver inviato un atto in grado di bloccare la prescrizione, dov’è? A quanto pare, invece, l’onere della prova viene chiesto al contribuente, chiamato a raccogliere una non meglio specificata (ma sicuramente ricca) documentazione per vedere se esista o meno questa notifica che blocca i termini per prescrivere il credito. In questi casi, bisogna procedere con il ricorso.
Spesso il riscossore afferma che, non avendo ricevuto alcuna opposizione alla cartella esattoriale, la prescrizione diventa “orinaria”, quindi decennale. Una motivazione che fa demordere diversi contribuenti dal prosieguo dell’azione ma che, invece, viene smentita in più sentenze dalla Corte di Cassazione. I termini di prescrizione diventano decennali solo a fronte di una sentenza sfavorevole rispetto al ricorso presentato da un cittadino. O quando ci siano fermi amministrativi, pignoramenti e così via. Quindi, il riscossore ci dice che la prescrizione è diventata decennale perché non c’è stata opposizione alla cartella, mente (e, forse, sapendo di mentire).
Emergenza Covid. Un altro appiglio utilizzato dalle realtà deputate al recupero del credito è fornito dalla normativa emergenziale introdotta durante la pandemia. Lasciando perdere i tecnicismi, ricordiamo solo che il provvedimento permetteva di sospendere i pagamenti in scadenza fra l’8 marzo 2020 e il 31 agosto 2021, per poi riprendere subito dopo con un tempo di 30 giorni per estinguere il debito. Qui si è innescato un meccanismo “perverso” sui nuovi termini di prescrizione che più che altro vengono adeguati secondo le esigenze di chi deve riscuotere. Anche in questo caso, se si è convinti della proprie ragioni, resta in piedi la via del ricorso.
Consigli. “Nella grande confusione che regna attorno a questo argomento, una cosa è certa – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – in questo periodo dell’anno il tentativo di recupero dei crediti da parte degli Enti riscossori si fa sempre più audace. Nelle ultime settimane arrivano a molti contribuenti veneziani sgradite cartelle esattoriali. Sia chiaro, noi non siamo a favore dei furbetti, è giusto che chi deve pagare, paghi. Ma ci sono delle norme, a tutela degli utenti e del diritto a tempi certi e contenuti per l’esecuzione di atti giudiziari, che devono essere rispettate. A nostro giudizio, la prescrizione dovrebbe essere automatica, non dovrebbe dipendere dalle richieste di un contribuente, molto spesso ignaro dei propri diritti. Appare come una scorettezza. Comunque invitiamo tutte le persone che ritengano di aver ricevuto cartelle e intimazioni di pagamento all’apparenza non dovuti, a contattarci per richiedere la nostra assostenza e valutare l’esistenza o meno degli avvenuti termini di prescrizione o di altri diritti nascosti”.
6 risposte
Spesso lasciamo perdere se importi non eccessivi e paghiamo!
Buonasera signor Carraro concordo in pieno, e questo è anche un po’ il senso dell’articolo. Bisogna tenere conto, però, che almeno nella prima fase, richiesta di annullamento in autotutela, il contribuente può arrangiarsi da solo senza ausilio di avvocato quindi senza spese. Da questo punto di vista credo che l’articolo possa tornare molto utile a fronte di risposte del riscossore che paiono sospette.
Le auguro intanto una buona serata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico
C’è sempre tanta necessità di essere informati correttamente.
Per me, mia moglie ed una parente abbiamo ottenuto tre annullamenti, portando prove documentali a sostegno delle errate richieste.
Grazie
Riccardo Bernardini
Bravissimo signor Riccardo e questo dimostra che per far valere i propri diritti non occorre affidarsi per forza a legali o anche ad associazioni come la nostra (lo dico contro il nostro interesse, ma è giusto farlo :)). Si può ottenere giustizia anche da soli, solo quando però si conoscano le normative relative alla questione affrontata.
Per esperienza personale, i riscossori tentano in ogni modo di recuperare il credito anche quando prescritto…per questo bisogna essere preparati a rispondere a tono.
Grazie per l’intervento
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico
Spett.le ADICO,
efficiente come al solito anche nell’informazione e comunque basta recarsi nella più vicina agenzia ADICO (io vado in via Volturno) per avere tutte le informazioni necessarie in maniera esauriente e sopra tutto cortese.
Ci si sente veramente confortati sapendo di avere l’aiuto di una associazione competente che ti difende dalle pretese di un paese in cui la burocrazia regna sovrana.
Auguri di un Felice Natale a tutti voi.
Buongiorno signor Giovanni, la ringraziamo tutti per le bellissime parole che per noi valgono davvero molto e ci regalano enstusiasmo e stimoli.
Rispondo solo oggi perché sono stato in ferie :)….
Grazie per gli auguri di Natale io dunque le porgo i miei per un felice fine anno.
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico