Venezia. C’è stato il periodo delle bollette pazze, fatture di luce e gas dagli importi assurdi e ingiustificabili (nonché ingiustificati) che negli anni passati hanno tolto il sonno a tantissimi utenti. Ora le bollette sono ancora molto care, ma per motivi più concreti e realistici – anche se non mancano le speculazioni – legati soprattutto alle dinamiche geopolitiche.
C’è stato pure il periodo dei conguagli illegittimi, dei disservizi, dei contratti stipulati telefonicamente senza una reale volontà da parte del contraente.
Da un paio d’anni, invece, nel mercato di luce e gas la problematica più frequente (anche se non di certo nuova) riguarda attivazioni “figlie” dell’inganno, ovvero nuovi contratti di luce e gas totalmente fasulli che nascono da un vero e proprio raggiro perpetrato dal venditore.
Di fatto, l’utente si ritrova da un giorno all’altro con un nuovo fornitore, senza averne mai fatto richiesta. E solitamente se ne accorge solo quando si fa vivo il recupero crediti dell’azienda subentrata all’insaputa del diretto interessato.
Una situazione totalmente “illegale” che Adico si è ritrovata ad affrontare più volte sempre con esiti positivi a fronte di vicende ricche di firme false e dati inventati.
E’ il caso per esempio di D.B., professionista veneziano vittima del medesimo raggiro, ora risolto dalla nostra associazione.
L’uomo lo scorso primo agosto riceve una intimazione di pagamento da parte di Acea Energia Spa di circa 650 euro più altri 65 a titolo di spese per l’intimazione stessa. D.B. cade dalle nuvole perché non è cliente di Acea e non ha mai chiesto il cambio della fornitura.
Una volta assorbito il contraccolpo, il professionista richiede ad Acea copia della proposta di contratto e, una volta ricevuta, non può credere ai propri occhi. Ci sono alcuni dati corretti: cognome, nome, data di nascita e codice fiscale. I dati falsificati, però, sono molti di più e alquanto rilevanti: il numero della carta d’identità, l’indirizzo e-mail, l’utenza telefonica. Ma, soprattutto, l’indirizzo della fornitura dell’energia, in via Contrada Cupazzo a Colletorto, dove l’uomo non è mai stato in vita sua, e il numero del pod. Naturalmente tutto ciò arricchito da una firma palesemente fasulla.
“Abbiamo contestato ad Acea l’illegittimità di quel contratto – spiega Carlo Garofolini, presidente di Adico – e l’azienda di fronte alle nostre contestazioni non ha potuto far altro che accogliere il reclamo, annullare le bollette e procedere con l’iter per riportare l’utente dal vecchio fornitore. Tutto bene quel finisce bene, si dirà. Ma non è così. Questi episodi rappresentano vere e proprie truffe perpetrate da venditori scorretti di solito referenti di società esterne. Riteniamo che i fornitori diventino per forza responsabili dei raggiri perché hanno il compito di controllare le aziende a cui si affidano per vendere contratti. E’ giusto dunque che, oltre a rimettere a posto le cose, i fornitori coinvolti in questa pratica corrispondano un indennizzo alla vittima del raggiro. Ovviamente, inutile dirlo, bisogna anche prendere seri provvedimenti contro il venditore disonesto. Bisogna disincentivare questa modalità truffaldina che sta spopolando ormai da qualche anno”.