Mestre. Dai rumori “molesti” alle spese condominiali, dalle briciole (o dai mozziconi) gettati dalla finestra ai lavori di manutenzione straordinaria eccessivamente costosi. Nei condomini mestrini i rapporti fra inquilini si fanno sempre più difficili e tesi.
Sarà colpa della crisi che rende tutti più nervosi e soprattutto più poveri, o dalla complessa convivenza all’interno dei palazzi dove coabitano sempre più spesso etnie diverse anche per usi e costumi. Sarà quel che sarà la cosa certa è che l’ufficio legale dell’Adico nel 2026 sta seguendo molti casi riguardanti proprio i conflitti all’interno dei condomini. Conflitti fra inquilino e inquilino, in questo caso, anche se sono molto frequenti anche quelli fra inquilino e amministratore, come abbiamo denunciato più volte.
In ogni caso in questi 10 mesi del 2026 le pratiche riguardanti i “litigi” nei palazzi, piccoli o grandi che siano, sono in aumento del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.
Ma quali sono le principali questioni per le quali i cittadini si rivolgono a noi, al di là che poi venga aperta o no la pratica?
Il problema più seguito da Adico è legato a infiltrazioni o a lavori negli alloggi. L’inquilino che subisce danni a causa, per esempio, di perdite d’acqua dal piano di sopra o da ristrutturazioni che provocano crepe al proprio soffitto chiede ovviamente un risarcimento per poter sistemare la situazione. Spesso, però, la persona che ha provocato i danni non è assicurata e non intende pagare. Ecco dunque che la nostra associazione interviene con una diffida.
Adico segue diversi casi di cittadini che ci chiedono di intervenire – solitamente con una diffida – per contestare al vicino di appartamento questioni legate ai rumori o agli odori (pensiamo al cibo etnico che molti italiani poco sopportano). Nel primo caso è possibile inviare una lettera per contestare il disturbo provocato da comportamenti poco ortodossi, come spostare mobili in piena notte. Nel secondo caso è impossibile un intervento perché, con tutta evidenza, ognuno ha diritto di cucinare il cibo che vuole e probabilmente anche molti piatti italiani potrebbero avere odori poco gradevoli per chi proviene da altri Paesi e ha altre tradizioni culinarie.
Le spese condominiali sono motivo di enormi tensioni fra condomini. Con la crisi è aumentato esponenzialmente il numero di persone che non le pagano e di conseguenza spetta agli altri inquilini coprire il buco per poi tentare di rivalersi sul “moroso”. Ecco, per la rivalsa la strada è quella di una diffida iniziale seguita, se necessario, da un decreto ingiuntivo. Tutte cose che Adico fa.
Briciole, mozziconi, addirittura sputi. Qualcuno ci chiede assistenza per convincere il maleducato che dal piano di sopra getta di tutto dalla propria terrazza a smetterla. Anche in questo caso si procede con una diffida o con una lettera indirizzata direttamente all’amministratore.
Capita sempre più spesso, di questi tempi, che nei nostri uffici si presentino cittadini infuriati per spese straordinarie impreviste. Questo succede quando l’assemblea condominiale vota a maggioranza un intervento molto costoso (per esempio il rifacimento della facciata esterna del condominio) per il quale si richiede un sacrificio economico elevato. Chi può permetterselo vota sì, chi invece non ha i soldi, boccia il progetto. Ma siccome la maggioranza semplice vince, succede spesso che gli inquilini meno abbienti non abbiano i soldi perpagare la ristrutturazione. In questo caso si può fare ben poco se la maggioranza dei condomini vota a favore dei lavori.
“La conflittualità all’interno dei condomini è destinata a crescere sempre più – conferma il presidente di Adico, Carlo Garofolini -. Questo perchè la difficoltà che vivono le famiglie aumenta lo stress e provoca situazioni economiche che possono riverberarsi nei rapporti di vicinato, proprio nell’ambito delle spese condominiali ordinarie e straordinarie. Inutile poi negare che l’aumento esponenziale di inquilini provenienti da altre nazionalità possano creare più facilmente tensioni, a volte provocate da atteggiamenti di intolleranza da una parte e di incapacità di integrazione dall’altra ma molto spesso da questioni pratiche derivanti da tradizioni e costumi differenti. Nel 2026, per quanto ci riguarda, le pratiche inerenti queste casistiche sono in netto aumento rispetto all’anno passato. Può essere un caso o anche il segno di una conflittualità sempre più diffusa anche all’interno dei condomini”.