Le prime richieste di consulenza e di assistenza sono giunte all’ufficio legale dell’Adico la scorsa settimana. Ma, vista la mole di persone coinvolte in tutta Italia, è presumibile che il bacino delle vittime pronte a chiedere il sostegno dell’associazione sia destinato ad allargarsi in modo perentorio. Al centro della questione, il crack della compagnia assicurativa lussemburghese Fwu Life Insurance Lux, messa in liquidazione coatta dal Tribunale distrettuale e quindi sciolta e non più operativa. Come riporta il Sole24, in Italia sarebbero circa 120 mila i cittadini che hanno sottoscritto una polizza con Fwu, per un valore complessivo di circa 400 milioni di euro. Insomma, stiamo parlando di impatto più che rilavante anche per il nostro Paese e di una situazione di stallo che dovrà essere gestita in tutta la sua complessità.
All’Adico si sono rivolte in una sola settimana cinque investitori veneziani i quali hanno richiesto la consulenza dell’associazione per valutare, intanto, le prime mosse da mettere in atto.
“Ancora una volta – sottolinea Carlo Garofolini, presidente dell’associazione – siamo chiamati ad assistere soci che hanno visto i propri investimenti sfumare a causa del fallimento delle realtà a cui si erano rivolti. Azioni, polizze, fondi pensione, quote. Milioni di euro in fumo, risparmiatori lasciati in mutande a causa di investimenti definiti sicuri, a bassissimo rischio, o per colpa, come accade almeno in parte per questo caso, per la mancata vigilanza degli enti preposti, tipo l’Ivass. La nostra associazione si mette a disposizione delle vittime, sia per la fase della consulenza sia per quella dell’assistenza nelle attività riservate al recupero totale o parziale di quanto investito”.
Come ricorda ancora il quotidiano economico, “in questo momento non si può fare molto. In primo luogo bisogna cercare i contratti stipulati e i rendiconti annuali ricevuti dalla compagnia. Si può iniziare a contattare le associazioni dei consumatori anche se per ora pensare ad azioni legali o altro risulta prematuro”.
Per quanto riguarda le tempistiche, ricorda ancora il Sole24 ore, “si profilano lunghi in quanto solo per la determinazione del passivo serviranno tre anni. Entro sei mesi il commissario liquidatore invierà agli assicurati l’importo di quanto spettante. La cifra potrebbe risultare anche inferiore a quanto versato in quanto i costi dell’investimento (abbastanza elevati) sono stati caricati soprattutto nei primi anni del contratto“. In ogni caso, una volta ricevuta la comunicazione del liquidatore, il sottoscrittore della polizza potrà chiedere l’insinuazione al passivo.
Poi, in riferimento al recupero dei soldi, difficile determinare la tempistiche ma saranno lunghe, nell’ordine di almeno tre anni. Anche sugli importi non vi sono certezze. In teoria, potrebbero esserci diversi livelli di rimborso. Dal 50 al100% della somma investita.
2 risposte
Mi chiamo Daniele e sono coinvolto nel fallimento della Forward Insurance. È possibile contattare questa associazione visto che ci sono cinque veneziani coinvolti….grazie mille e a presto.
Buonasera signor Daniele, certo che può contattarci (041-5349637 dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19). La situazione è tutt’altro che semplice ma intanto magari parla con la segreteria e decide se fissare o meno un appuntamento con il nostro avvocato per una consulenza in merito.
Intanto buona serata
Gianluca Codognato
uff. stampa Adico