Gasolio, pedaggi, Rc auto, nel 2026 nuove stangate per gli automobilisti (e non solo).

Anno nuovo, rincari nuovi. Come sempre, d’altra parte. Neanche il tempo di cominciare questo 2026 dai contorni del tutto incerti ed ecco già le prima, già annunciate, stangate riservate ai cittadini. Naturalmente i primi destinatari degli aumenti sono loro, gli automobilisti, che ovviamente al proprio interno ricomprendono praticamente tutte le persone maggiorenni.

I più colpiti sono i possessori di auto a gasolio il che avrà anche un possibile impatto sul carrello della spesa dato che gran parte dei prodotti distribuiti nei supermercati sono trasportati da tir, mezzi che appunto utilizzano motori diesel e che quindi dovranno fare inevitabilmente i conti con il riallineamento delle accise partito di fatto dall’1 gennaio. Insomma, l’anno appena cominciato potrebbe portare nuovi rincari sui prodotti alimentari con ulteriori aggravi per lavoratori e pensionati, già alle prese con situazioni economiche alquanto precarie.

Come spiega il sito “autoblog.it”, con il provvedimento – che di fatto dovrebbe comportare anche una riduzione del costo della verde, cresciuto però proprio negli ultimi mesi dell’anno scorso (guarda caso – le accise gasolio hanno subito subiranno un incremento di 4,05 centesimi al litro. Questo significa che, per ogni rifornimento da 50 litri, l’automobilista si troverà a pagare circa 2,47 euro in più, cifra calcolata al lordo dell’IVA al 22%. Chi effettua mediamente due pieni al mese vedrà lievitare la spesa annua di circa 59,3 euro. Se a questo si aggiunge l’aumento di 1,5 centesimi già scattato a maggio 2025, il rincaro complessivo per ogni pieno arriva a 3,38 euro, con un aggravio annuo che supera gli 81 euro.

Ma non è tutto: anche le infrastrutture viarie saranno interessate da una revisione tariffaria. Dal 1° gennaio, infatti, i pedaggi autostradali cresceranno dell’1,5%. Questo adeguamento, reso possibile dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato illegittime le restrizioni governative imposte nel biennio 2020-2023, consentirà alle concessionarie di recuperare gli incrementi contrattuali e gli adeguamenti inflazionistici accumulati negli ultimi anni. In sostanza, la decisione della Consulta ha riaffermato il principio dell’inviolabilità degli accordi concessivi, pur lasciando aperto il dibattito sull’opportunità di calibrare tali aumenti in base al contesto economico nazionale e al potere d’acquisto dei cittadini.

Sul fronte assicurativo, il cambiamento più rilevante riguarda l’aliquota applicata alle polizze RC Auto. Dal 2026, per i contratti sottoscritti o rinnovati, l’aliquota sui rischi di infortunio del conducente e sull’assistenza stradale passerà dal 2,5% al 12,5%.

“Come abbiamo già ricordato nei mesi passati – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – la nostra più grande preoccupazione per l’anno appena cominciato è legata soprattutto ai prezzi. Temiamo nuove stangate per le famiglie e per gli anziani che faticano sempre più ad arrivare alla fine del merse. Noi come sempre monitoreremo la situazione nella speranza che finalmente qualcosa cambi”.

2 risposte

  1. Dopo aver dato lettura a tutti questi aumenti, ADICO cosa intende fare, accetta tutto questo o intende protestare proponendo altre soluzioni?

    1. Gentile signor Alberto, è chiaro che i nostri mezzi di lotta, oltre alla tutela individuale, si possono limitare alle denunce anche perchè non abbiamo forme di confronto diretto con i governi, “privilegio” che spetta invece ad altri gruppi di pressione, come i sindacati o Confindustria. Noi cerchiamo di fare il possibile cercando di raccontare e denunciare quello che succede cercando di smuovere, per quanto possibile, gli animi dei cittadini.
      Buona serata
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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