La precisione e il rigore della popolazione austriaca sono note ai più e non sono certo figlie di banali luoghi comuni. E quante volte fra noi italiani esiste un piccola forma di invidia nei confronti di questa meticolosità! Però, andando a raccontare la storia che è giunta all’Adico, da F.D.N., impiegata mestrina, c’è da chiedersi quanto, in vero, l’elasticità possa invece essere sinonimo di armonia nei rapporti fra cittadini e e amministrazioni locali o nazionali.
Ecco il riepilogo della disavventura vissuta dalla donna e raccontata alla nostra associzione.
Sono andata a Monaco di Baviera dal 22/4 al 24/4 e ho acquistato la vignetta cartacea obbligatoria per attraversare l’Austria. L’ho affissa nell’auto che avevo noleggiato ma non risultava attaccata del tutto.
Da maggio ho ricevuto sanzioni da 350 euro l’una da 3 Land diverse dell’Austria alle quali ho risposto confermando di aver pagato e affisso la vignetta appellandomi all’articolo 42 presente nella lettera.
Da 2 Land su 3 (Tirol e Salzburg) non ho più ricevuto rispsote. Ia Land di Innsbruck (più recente) non ha accettato la mia opposizione a causa dell’affissione parziale della vignetta (anche se regolarmente pagata con bancomat per 12.80€) e ha aperto sanzione penale aggiungendo il 10% del valore (385€) e dandomi 2 settimane per pagare e 4 per non fare ricorso altrimenti vado in giudizio.
Io ho foto e dimostrazione del pagamento ma sembra che l’affissione parziale sia considerata come non averla. Mi sembra comunque un importo esagerato visto che ho dimostrato in tutti i modi di aver pagato e di averla attaccata.
Da qui le domande che assillano la donna: ha senso fare ricorso a livello di costi? E se invece dovessi pagarla, ma poi arrivano le altre 2 sanzioni per lo stesso transito, sono dovute anche quelle o il pagamento di una di loro conferma e cancella le altre?
“La questione è indubbiamente complessa ma cercheremo di individuare se esistano strumenti con cui contestare i verbali in Germania – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico – certo la vicenda appare surreale ma ci metteremo in moto per valutare la legislazione legata all’utilizzo della vignetta, tenendo conto che, ovviamente, le attività legale all’estero, stragiudiziali e non, richiedono sempre un impegno molto complesso e articolato”.