Scorzè. Il solito messaggio che arriva (in teoria) dalla propria banca e che allerta la potenziale vittima annunciandole una richiesta di bonifico sospetto. Poi, il contatto con il seducente operatore dell’istituto di credito, che alla fine è solo un vile truffatore, il quale conosce molti dati personali dell’interlocutore e lo raggira, facendosi fornire i codici del conto e svuotandolo del tutto.
Ancora una volta la truffa del finto sms è andata a segno gettando nello sconforto più totale un pensionato di Scorzè, F.P., che si è visto rubare tutti i propri risparmi. Ingenuità? Sprovvedutezza? A sentire la storia dell’anziano, che ora si è rivolto all’Adico, e a leggere la denuncia presentata dallo stesso ai Carabinieri, la risposta è solo una: assolutamente no. Perché in questo caso più che in altri l’abilità del lestofante ha avuto la meglio anche sui sospetti della vittima. Inoltre, sempre secondo quanto emerso dal racconto dell’uomo, l’istituto di credito, Mediobanca, non avrebbe messo in atto tutte le azioni successive al furto, visto che ci sarebbe stato il tempo per bloccare il bonifico ordinario inviato dal truffatore a un proprio conto. Quest’ultima circostanza, che rafforzerebbe la richiesta di rimborso totale dell’Adico alla banca, è in fase di accertamento da parte dell’ufficio legale della stessa associazione.
Il fatto risale a fine settembre e si articola in un modo molto simile a tante altre vicende che hanno coinvolto correntisti in tutta Italia, clienti di diverse banche ma anche delle Poste.
Ecco la storia. M.P. riceve un messaggio nel suo telefonino proprio dall’indirizzo” al quale arrivano le comunicazioni di Mediobanca. L’ sms avvisa il pensionato che c’è la richiesta di un bonifico di 3 mila euro e lo invita a contattare uno specifico numero con prefisso di Milano nel caso la richiesta non sia sua. L’uomo segue l’indicazione, chiama e risponde un sedicente operatore che si qualifica con nome, cognome e codice identificativo. Il truffatore ha molte informazioni “sensibili” sulla propria preda e lo invita anche a un successivo incontro nella filiale di Mestre.
Dopo pochi minuti di conversazione, però, l’anziano comincia ad avere dei sospetti e chiede al sedicente operatore di essere richiamato dal numero ufficiale di Mediobanca, richieste che il lestofante esegue immediatamente (non si con quale escamotage). Nel frattempo il pensionato di Scorzè riceve ancora alcuni sms da Mediobanca che comunicano il pagamento di un bonifico da 39 mila euro. L’uomo tentenna e il finto operatore chiude la telefonata. Subito dopo la vittima chiama personalmente la sede della propria banca e qui conferma di essere stato raggirato.
A questo punto il conto viene bloccato ma, essendo passate le 19, non si può fermare il bonifico. Che però non viene bloccato neppure la mattina seguente quando, in teoria, si faceva ancora in tempo trattandosi appunto di un bonifico ordinario.
“Il raggiro è stato architettato in molto estremamente insidioso e impossibile da individuare per una persona non esperta – commenta Carlo Garofolini, ufficio stampa dell’Adico -. Questo già di per sé esclude la sussistenza di dolo o di colpa grave da parte del correntista, che ha conseguentemente diritto ad essere rimborsato in toto dalla banca. Inoltre, a quanto ci risulta, il nostro assistito subito dopo essere stato truffato ha contattato il call center della propria banca e l’operatrice ha effettuato il blocco del conto ma non ha provveduto a fermare il bonifico anche se a nostro avviso, analizzando la documentazione che ci è stata presentata dal socio, avrebbe avuto il tempo per farlo. Ora il pensionato è nella più totale disperazione perché s’è visto sottrarre tutti i propri risparmi. Quand’è che le banche riusciranno a trovare il modo per fermare questi raggiri mettendo al sicuro i conti dei propri clienti?”