Prima doveva essere totalmente abolito, secondo le rassicurazioni del segretario della Lega Matteo Salvini. Nella prima manovra del governo Meloni, però, fu solamente ridotto di 20 euro. Ebbene, ora, salvo smentite o chiarimenti dell’ultima ora, pare proprio che il canone Rai tornerà ai livelli pre-taglio, per un importo di 90 euro suddivisi ratealmente nella bollette dell’elettricità.
Questo, almeno, è ciò che appare dalla lettura della legge di bilancio 2025, nella quale mancano i fondi necessari per consentire il taglio dell’imposta, che quest’anno era scesa a 70 euro con un risparmio mensile di 1,60 euro mensili (sic!) per i cittadini.
La notizia, ovviamente – più che un danno economico, oggettivamente irrilevante – rappresenta ancora una volta quell’aspetto propagandistico della politica che Adico critica da sempre perché infruttuoso e inutile se non addirittura dannoso.
“Lo scorso anno – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’associazione – abbiamo evidenziato l’inutilità di ridurre il canone di 1,60 centesimi al mese portandolo da 90 a 70 euro annui. Certo, si dirà, piuttosto che niente meglio piuttosto. Ma quando il “piuttosto” è solo frutto di pura propaganda, allora ci sembra che si voglia prendere in giro la gente. Questo non è una prerogativa del solo Salvini, purtroppo notiamo che linguaggi, messaggi, comunicazione, sono spesso indirizzati a un unico scopo: il consenso. A volte per ottenerlo i politici le sparano davvero grosse e purtroppo qualcuno ci casca. Però, se davvero ora la piccolissima riduzione del 2024 non verrà riconfermata, per chi l’ha proposta e sostenuta tutto questo si tradurrà in un vero boomerang”.
In tale cotesto, anche di fronte a una manovra che a prima vista genera molte perplessità, Adico denuncia ancora una volta la totale disattenzione della politica per le tematiche relative al cittadino in qualità di utente e di consumatore.
“Attendiamo la discussione in Parlamento – conclude Garofolini – ma per ora non intravediamo quelle norme che chiediamo praticamente ogni settimana. Intanto i cittadini subiscono truffe, raggiri, angherie disservizi, ingiustizie, stalkeraggio telefonico che potrebbero essere eliminati o, meglio, ridotti, con adeguate leggi a loro tutela. La beffa del canone, se confermata, potrebbe essere lo specchio di un sistema che utilizza la propaganda per i voti ma poi, di concreto, dimentica questi temi che rovinano la quotidianità della gente e in particolare della fasce più fragili, come gli anziani”.
Una risposta
Il ritorno del canone Rai a 90 euro, dopo le promesse di una possibile abolizione, lascia molti cittadini perplessi, considerando che la legge di bilancio 2025 non prevede i fondi necessari per mantenere la riduzione. Una situazione che mette in luce l’importanza di una pianificazione finanziaria adeguata. Per approfondire temi di cultura e storia, vi consiglio una lettura su Telkom University Jakarta.