Belluno. Cresce tra i bellunesi il ricorso al prestito, per lo più con le banche: nel 2025 il 47% dei residenti aveva un debito con una banca pari a oltre 33 mila euro, in salita del 7% rispetto al 2022. Ma oltre a questo cresce anche il fenomeno del ricorso al prestito tra privaticome amici e parenti. A denunciare la situazione è Adico, associazione dei consumatori. Rincari ingestibili esplosi nel 2022 e acuiti dalla guerra in Iran e salari al palo: partendo da questi due presupposti non stupisce che nel Bellunese sia cresciuta la quota di popolazione che si indebita con banche e finanziarie anche se a livello Veneto la provincia registra la percentuale più bassa di crediti attivi. E in tale contesto Adico registra pure un boom dei prestiti fra parenti, conoscenti, amici e, di contro, un aumento dei contenziosi considerando che spesso questi “finanziamenti” non sono accompagnati da scritture private e avvengono il più delle volte in contanti. «Questa situazione è ovviamente figlia di un sistema creditizio alquanto ostile nei confronti dei debitori, che pone limiti, richiede requisiti specifici, adotta alti tassi di interesse e passa all’incasso forzato (recupero crediti) con una certa facilità», precisa il presidente di Adico, Carlo Garofolini. Naturalmente anche nel Bellunese il finanziamento tramite gli istituti di credito è dominante ma i prestiti fra privatipotrebbero rappresentare ormai il 5% del totale almeno secondo quanto si può osservare attraverso le pratiche che l’Adico ha aperto di recente e che riguardano appunto controversie fra creditori e debitori legati da forme di amicizia o parentela. Per quanto riguarda l’indebitamento con gli istituti di credito, i dati del Crif (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria), segnalano come la rata media mensile dei bellunesi è salita a 301 euro dai 289 (+3,9%) del 2022, mentre il debito medio è passato da 30.820 euro a 33.216 euro (+7,2%). «Di recente», precisa Garofolini , «ci troviamo ad affrontare sempre più spesso contenziosi che vedono da una parte un creditore e dall’altra parte un debitore legati da rapporti di amicizia o di parentela. Queste situazioni non sono nuove ma in costante aumento. La cosa però nuova è che sempre più creditori si rivolgano a noi perché non riescono a recuperare quanto prestato. Crediamo che nel Bellunese questa modalità possa essere ancora più marcata vista la conformazione del territorio e le difficoltà di rivolgersi a banche e finanziarie. In piccoli paesi, come quelli che caratterizzano appunto Belluno, è forse anche più facile avere una rete di conoscenze più diffusa supponiamo dunque che i prestiti fra privatipossano essere più frequenti». Per questo Adico ha istituto uno sportello dedicato come intermediario tra le parti e uno per i creditori che non riescono a recuperare la somma.
Fonte: Corriere della Alpi