Dopo i due interventi di Agcom di agosto e novembre scorsi, con i quali sono ste vietate le telefonate da fisso o da cellulare provenienti dall’estero ma recanti numeri riconducibili all’Italia, da ieri anche il decreto bollette entra in vigore con lo scopo – fra le altre ore – di limitare l’ossessionante martellamento dei call center. Il decreto introduce di fatto il divieto di concludere contratti senza il consenso esplicito dell’utente. Una misura “che di certo può risultare utile per ridurre se non eliminare gli odiosi contratti siglati senza il reale consenso della controparte – come ricorda Carlo Garofolini, presidente di Adico – una pratica estremamente scorretta che ci ha costretto di recente ad aprire diverse pratiche soprattutto negli ultimi due anni. Ma temiamo che non fermerà comunque le telefonate che assillano tutto il giorno gli italiani. Staremo a vedere se cambierà qualcosa ma viste le passate deludenti esperienze, partendo dal registro delle opposizioni fino ad arrivare appunto agli ultimi inmterventi di Agcom, non abbiamo grande fiducia.
Riportiamo di seguito un articolo del SOLE 24 ORE che spiega le novità ingtrodotte dal decreto bollette e relative al telemarketing selvaggio.
Da oggi le aziende di luce e gas non potranno più contattare i consumatori senza un esplicito consenso. Si tratta di una delle novità previste dalla stretta sul telemarketing contenuta nel decreto bolete. Il provvedimento, che mira a tutelare i cittadini nei confronti di pratiche commerciali aggressive e sleali, è stato convertito in legge lo scorso aprile dopo aver completato l’iter di esame prima alla Camera e poi al Senato.
La stretta prevede il divieto per i call center di concludere contratti energetici per telefono a meno che non sia il consumatore a chiamare o a chiedere esplicitamente di essere ricontattato. I call center, quindi, durante le telefonate dovranno limitarsi a fornire informazioni ma non potranno più fare firmare contratti, che saranno considerati nulli senza un consenso specifico dell’utente a essere contattato.
Il provvedimento si era reso necessario per arginare la diffusione di pratiche sleali e moleste. Nonostante il filtro anti-spoofing introdotto da Agcom a novembre 2025 – che nei primi 11 giorni di attività ha bloccato oltre 49 milioni di chiamate illecite da numerazioni mobili italiane, pari a circa il 56% del totale delle chiamate da rete mobile con numero italiano – il fenomeno non si era arrestato.
Per ora le misure riguardano solo il settore energetico: la parte del decreto accise che prevedeva l’estensione della norma al settore delle telecomunicazioni è stata eliminata dal Governo che ha raccolto le osservazioni giunte dal Colle sulla mancanza di omogeneità di alcune norme, proprio come quella sul telemarketing.