La rottamazione “quinques” salva molti contribuenti mestrini. Uno su tre non è riuscito a pagare le rate della “quater”. Ecco il servizio di Adico

Mestre. Ci sono contribuenti mestrini che, a causa di sopravvenuti problemi economici, non sono stati in grado di onorare alcune imposte, tipo bollo auto, consorzio di bonifica, multe comminate dalla Polizia stradale. In questo caso le cifre in ballo possono variare dai 2 mila ai 10 mila euro, se si sono accumulati tanti debiti. Poi, ci sono molte partite Iva o ditte individuali che non sono riuscite a pagare l’Irpef o i contributi Inps perché messe in ginocchio da una congiuntura economica negativa. E qui gli importi da versare sono notevoli e vanno dai 40 ai 100 mila euro. Infine, c’è una parte minoritaria di cittadini stranieri, soprattutto del Bangladesh, che appena approdati sul territorio mestrino per sopravvivere si sono inconsapevolmente improvvisati come venditori ambulanti ma senza licenza (tipo i venditori di fiori) accumulando sanzioni da 5 mila euro l’una per ricevere poi cartelle che possono anche toccare quote di 30 mila euro.

Sono queste – secondo il monitoraggio di Adico che ha avviato da tempo un servizio di assistenza – le categorie “mestrine” che hanno aderito alla precedente rottamazione quater, grazie alla quale hanno potuto rateizzare il debito senza il peso di aggi, more e interessi.

Peccato però che fra questi uno su tre non sia stato in grado di rispettare i termini della definizione agevolata (rottamazione, appunto) anche perchè la “quater” si è concretizzato in una rateizzazione ostica da rispettare per chi è davvero in difficoltà.

Ecco perché Adico ha sempre tifato per una rottamazione “quinques” che, alla fine, è stata inserita in manovra con presupposti molto più favorevoli rispetto alla precedente: 54 rate da restituire in 9 anni (anzichè in 4, come la precedente).

Anche in questo caso, dunque, l’associazione si mette a disposizione dei cittadini (mestrini e non) che intendono aderire a questo nuovo provvedimento. Le domande devono essere presentate entro il 30 aprile ma è fondamentale muoversi molto prima perché la definizione agevolata richiede, fra le altre cose, il prospetto informativo da domandare all’Agenzia delle Entrate, operazione che richiede tempo.

Come detto, La rottamazione quinquies consente di estinguere i debiti con con l’AER senza corrispondere interessi e sanzioni, interessi di mora e aggio.

Le cartelle ricomprese sono quelle emesse tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Non sono ammesse le cartelle ricomprese nella rottamazione quater se risultano in regola i pagamenti della precedente rottamazione alla data del 30 settembre 2025: se invece il contribuente è decaduto dalla precedente rottamazione prima di tale data, potrà aderire alla nuova definizione agevolata.

La domanda va presentata ENTRO 30 APRILE 2026: solo in via telematica. A giorni l’Agenzia delle Entrate indicherà le modalità e aprirà un apposito portale.

IL PAGAMENTO VA EFFETTUATO IN UN MASSIMO DI 54 RATE BIMESTRALI (quindi in 9 anni): la prima, la seconda e la terza rata, rispettivamente, il 31 luglio 2026, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026; poi una ogni 2 mesi da gennaio 2027.

Si decade dalla rottamazione in caso di mancato o ritardato pagamento o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano.

“La nostra posizione sulle rottamazioni delle cartelle si basa sulle esperienze che approdano nei nostri uffici – spiega il presidente dell’Adico, Carlo Garofolini -. Parliamo di persone che, per varie ragioni molto spesso drammatiche, hanno trascurato alcuni pagamenti per poi ritrovarsi con cartelle dagli importi spropositati. Sappiamo bene che questo provvedimento è comunque rischioso per due motivi: in primo luogo, ci sono sicuramente i furbetti che non pagano pur potendo tranquillamente farlo e questi sono veri e propri evasori che noi non assistiamo per principio. In secondo luogo, sappiamo che le continue rottamazioni favoriscono i comportamenti scorretti, ovvero stimolano alcune persone a rinviare i pagamenti a data da destinarsi, anche se possono onorarli, tanto sanno che quando arriverà il momento di sborsare, potranno beneficiare di tutti gli sconti su interessi, more, aggi che invece si ritroverebbero in cartella se non ci fosse la rottamazione. D’altra parte da noi vengono persone disperate che hanno bisogno di aiuto concreto, non i furbetti del quartierino, come si suol dire“

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