Mestre. Tutto si può dire tranne che le vendita della sua Alfa Romeo 147 avvenuta ancora nel 2023 sia filata liscia come l’olio. Per la 30enne mestrina G.P., infatti, quella cessione si è trasformata in una specie di incubo quando, nel 2025, la Polizia Metropolitana ha bussato alla sua porta di casa (e a quella di altre 12 persone), per invitarla a recuperare per poi portare a demolire la propria vettura che però, come detto, la donna aveva venduto due anni prima. A rendere la beffa ancora più amara ci ha pensato la Regione che poco tempo fa le ha inviato la cartella di pagamento da 350 euro per un bollo non pagato quando l’auto non era più in suo possesso. Proprio a fronte di quest’ultimo episodio G.P. ha deciso di rivolgersi all’ufficio legale dell’Adico per farsi assistere nell’intera vicenda.
Ma come si sono svolte le cose? Secondo quanto ricostruito dalla diretta interessata, nel 2023 all’interno di un’autoscuola mestrina lei e il compratore hanno ufficializzato la vendita dell’auto con l’autentica delle firme. A questo punto l’autoscuola o l’acquirente avrebbero dovuto perfezionare il passaggio di proprietà al Pra cosa che, evidentemente, non è stata fatta, viste le successive conseguenze.
Nel 2025 infatti la Polizia Metropolitana ha invitato la trentenne a recarsi in via Colombara, all’altezza di Malcontenta, in un’area sottoposta a sequestro penale dove sono (erano) presenti diversi veicoli abbandonati, 12 in tutto, fra i quali anche l’Alfa Romeo della donna. Una richiesta finalizzata al “recupero, al trasporto e alla demolizione dell’auto stessa”, come si legge nel verbale di prescrizione, con una spesa a carico del proprietario non indifferente trattandosi di macchine distrutte che devono essere rimosse con specifici mezzi.
La punta dell’iceberg che ha portato G.P. negli uffici di via Volturno si è raggiunta però poco tempo fa quando la 30enne mestrina ha ricevuto la richiesta di pagamento del bollo, 350 euro che andrebbero ad aggiungersi alle spese precedenti, il tutto per un’auto che ha venduto tre anni fa.
“Nelle compravendite di auto fra privati – sottolinea Carlo Garofolini, presidente Adico – capita spesso che vi siano degli inghippi ma di solito riguardano il pagamento che in questo caso è avvenuto in modo regolare. La questione, qui, ruota attorno a un passaggio di proprietà evidentemente mai perfezionato. Per quanto ci risulta, ma faremo tutte le valutazioni del caso, il compito di registrare il trasferimento al Pra sarebbe stato a carico del compratore o, se delegata, dell’autoscuola. Il nostro ufficio legale sta studiando le carte per poi procedere con la richiesta di rimborso delle spese sostenute per la demolizione della macchina e per l’annullamento del bollo da parte della Regione”.