Venezia. La bolla inflazionistica che si è abbattuta anche in Veneto a partire del 2022 ha cambiato in modo rilevante l’approccio alla spesa di molte famiglie, soprattutto di quella a reddito medio-basso. I cittadini hanno ridotto i consumi di luce e gas, si sono fatti più attenti fra gli scaffali del supermercato, riducendo l’acquisto di prodotti superflui e puntando su quelli più economici, hanno diminuito, per quanto possibile, l’utilizzo dell’auto. Ma, soprattutto, in tanti hanno “risparmiato” sulle spese per la salute, il che non è assolutamente un dato positivo. Meno farmaci, meno visite specialistiche, meno assistenza medica, soprattutto odontoiatrica.
In tale contesto, Adico ha analizzato il trend storico delle spese dal periodo pre-Covid fino al 2023, dove si fermano, per ora, gli ultimi dati Istat. Risultato? Eloquente e, come detto, preoccupante.
Nel 2023 ogni mese le famiglie venete hanno speso in media 2.680 euro al mese che è comunque una cifra superiore ai due anni successivi quando la “recessione” da Covid ha inevitabilmente abbassato gli esborsi, in particolare quelli legati all’acquisto di prodotti alimentari (viste le limitazioni introdotte che hanno svuotato negozi e super/ipermercati). Nel 2020 infatti la spesa si è fermata a 2.387 euro e nel 2021 a 2.562. L’anno successivo, quello dei rincari folli, è salita a 2.708 euro, a fronte di consumi diminuiti e prezzi alle stelle. Nel 2023 la spesa ha toccato quota 2.844 euro mensili.
Detto questo, emblematico l’andamento delle uscite riservate alla salute. Se si esclude il surreale 2020, gli esborsi riservati a questa voce sono costantemente diminuiti sia in termini assoluti che in termini percentuali, ovvero in rapporto alla spesa complessiva. Vediamo. Nel 2019 per la salute le famiglie venete hanno tirato fuori poco meno di 144 euro, il 5,4% della spesa totale. Nel 2021 la cifra è scesa a 129,65 euro (5,06%), nel 2022 121,80 (4,5%) e nel 2023, 112,29 euro( 3,95%). In 5 anni si registra una diminuzione del 21%!
“La rinuncia della cure da parte di molti cittadini è ormai un dato assodato – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – ma l’Istat con le sue indagini annuali sui consumi degli italiani ci fornisce un dato incontrovertibile -. Le famiglie hanno ridotto di oltre un quinto la spesa per la salute e per i servizi sanitari. Ciò significa che in molti hanno rinunciato a visite specialistiche a pagamento o al dentista. Ma anche ai medicinali non mutuabili, molti dei quali nella Farmacie hanno raggiunto costi insostenibili. Il segnale non è positivo e non intravediamo all’orizzonte nessuna inversione di tendenza. Impressionano in generale anche i soli dati riguardanti la spesa media perché a fronte di un esborso di circa 2.850 euro mensili, in costante crescita rispetto agli anni passati, non si intravede alcun adeguamento dei salari. Ciò significa che ci sono famiglie costretta ad attingere ai propri risparmi, se li hanno, altre chiamate a richiedere prestiti e finanziamenti per coprire i costi, altre ancora costrette a saltare rate e pagamenti vari, ritrovandosi poi con pacchi di cartelle esattoriali. Lo diciamo da tempo: se le cose non cambiano, sarà la tempesta perfetta.
Spesa della famiglie venete – fonte Istat
| anno | spesa mensile totale | spesa mensile per salute | % salute su totale |
| 2023 | € 2.844,95 | € 112,29 | 3,95% |
| 2022 | € 2.708,86 | € 121,80 | 4,50% |
| 2021 | € 2.562,57 | € 129,65 | 5,06% |
| 2020 | € 2.387,33 | € 118,86 | 4,98% |
| 2019 | € 2.680,91 | € 143,89 | 5,37% |