L’inizio del nuovo millennio ha rappresentato da subito l’epoca delle truffe informatiche, vista la diffusione rapida e incontrollabile della tecnologia. Ma ora, con l’avvento dell’Intelligenza artificiale, il confine fra raggiro e realtà si fa ancora più labile. Voci clonate, immagini finte, messaggi fake sono solo una minima parte di ciò che un delinquente “tecnologico” può inventarsi tramite l’IA.
“Siamo molto preoccupati e lo diciamo da tempo – afferma Carlo Garofolini, presidente di Adico -. Con l’intelligenza artificiale la truffa aumenta vertiginosamente di qualità rendendo sempre più vero l’imbroglio. Predichiamo quindi massima attenzione, affinché si proceda con verifiche, anche quelle che sembrano meno rilevanti, in grado di farci capire se si sia o meno di fronte a un raggiro ben architettato. L’IA rappresenta sicuramente una risorsa ma deve essere gestita con grande attenzione. In ogni caso, di fronte a una possibile o sospetta truffa consigliamo di contattarci il prima possibile “.
Elenchiamo qui alcune trappole più comuni in questi ultimi mesi, messe in atto soprattutto attraverso l’IA.
Clonazione Vocale (Vishing): I truffatori usano registrazioni audio per clonare la voce di un parente o di un collega, inscenando emergenze (es. un arresto o un incidente) per richiedere bonifici urgenti. [1, 2]
Deepfake Visivi: Vengono create videochiamate false o inseriti volti di personaggi famosi o politici in inserzioni pubblicitarie ingannevoli, che promuovono piattaforme di investimento “miracolose” o prodotti inesistenti. [1, 2]
Phishing e Chatbot: Email e messaggi sono scritti in un italiano perfetto (a differenza del passato) e i truffatori usano chatbot per interagire con le vittime, guadagnare la loro fiducia e indurle a cliccare su link malevoli. [1, 2]