LEGANO LE BICI A PIAZZALE ROMA, DUE STUDENTI MESTRINI MULTATI CON 100 EURO DI MULTA A TESTA E IL SEQUESTRO DEI MEZZI. GAROFOLINI: “SANZIONE SPROPORZIONATA E CONTESTATA A DUE MINORENNI”

VENEZIA. Cento euro di multa a testa più il sequestro del mezzo. E’ questa la “punizione” inflitta il 14 maggio scorso a due studenti mestrini colpevoli di aver legato le proprie bici a una ringhiera in piazzale Roma, dopo essere giunti a Venezia dalla terraferma. Una sanzione a dir poco spropositata, fra l’altro contestata a due minorenni, con un atto non legittimo. Ecco perché la mamma di uno dei due ragazzi ha deciso di rivolgersi all’Adico, considerando pure che le due biciclette risultano ancora sequestrate dalla Polizia Municipale. La disavventura, come detto, si è consumata lunedì 14 maggio. I due studenti sono partiti da Mestre in bici con lo scopo di raggiungere un negozio vicino alla stazione di Santa Lucia. Una volta arrivati in piazzale Roma, hanno legato le biciclette a una ringhiera, inconsapevoli del divieto non segnalato fra l’altro da alcun cartello in zona. A questo punto, si sono recati al negozio e dopo venti minuti sono tornati indietro e si sono scontrati con una pessima sorpresa: le due bici non c’erano più. I due ragazzi, convinti di aver subito un furto, si sono rivolti ai vigili presenti in piazzale Roma e qui sono stati messi al corrente della situazione. “La polizia municipale ha spiegato loro che non potevano legare le bici lì – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – e ha compilato due verbali dell’importo di cento euro ciascuno, che è circa il costo delle singole biciclette. I due ragazzi sono tornati indietro in tram, mentre i mezzi sono stati sequestrati, in attesa del pagamento della multa. La mamma di uno dei due ragazzi si è rivolta al nostro ufficio legale sconvolta sia per l’importo della sanzione sia per il sequestro dei mezzi ma anche cosciente che non si può contestare un verbale a dei minorenni ma solo a chi ne detiene la patria potestà. Ora valuteremo se e come agire considerando pure che nelle vicinanza della ringhiera alla quale sono state legate le bici non risulta la presenza di una cartello che metta in luce questo divieto. Comunque – conclude Garofolini – al di là di tutto, è evidente che ci sia una sproporzione fra la violazione commessa e la sanzione, corredata dal sequestro del mezzo. Non crediamo che i problemi di Venezia siano le bici legate alle ringhiere”.

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