Niente soldi per i piccoli azionisti delle ex banche popolari venete. Adico: “Lo temevamo, ultima tappa di una vicenda dolorosa”

Confusione, disorientamento, rabbia e soprattutto delusione. Ecco i principali sentimenti che assillano in questi giorni gli animi di molti ex piccoli azionisti delle popolari venete (Vento Banca e Banca popolare di Vicenza), dopo le parole dei liquidatori che, di fatto, hanno annunciato che praticamente nessuno verrà rimborsato, al di là di quanto già ricevuto attraverso il F.I.R. (Fondo indennizzo risparmiatori).

Insomma, a otto anni del crac che ha messo in ginocchio migliaia di risparmiatori, soprattutto veneti, e che ha bruciato milioni e milioni di euro mandando del panico tantissimi investitori.

“La nostra associazione – ricorda Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – un centinaio di azionisti caduti in questo vortice. Le loro storie sono tutte estremamente drammatiche, in molti hanno perso i risparmi di una vita. Da parte nostra abbiamo sempre temuto che l’insinuazione al passivo non avrebbe portato a nulla e, a quanto pare, le cos stano proprio così. Noi abbiamo seguito i risparmiatori nella fase delle richieste di rimborso al F.i.r., con la raccolta, la presentazione e la gestione delle domande. Un’attività che ha portato un po’ di ossigeno alle vittime delle popolari venete. Ora in molti ci chiamano per avere lumi su quanto annunciato in questi giorni dalla commissione dei liquidatori e purtroppo le risposte che possiamo fornire non sono positive: sembra che non ci saranno soldi per nessun piccolo azionista”.

Per capire bene la vicenda vi proponiamo un articolo chiarificatore sulla vicenda pubblicato dal Corriere del Veneto

Crac delle ex popolari, i liquidatori chiudono i conti con i creditori ammessi. Oltre 41 mila richieste d’insinuazione per 5,6 miliardi di euro, ammessi solo per meno della metà, 2,4 miliardi. E una conclusione: su questi crediti, con tutta probabilità, nessuno vedrà un euro. A quasi otto anni dalle liquidazioni di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, il 25 giugno 2017, ha contorni paradossali l’esito del mastodontico lavoro compiuto dai commissari liquidatori, partito il 22 febbraio 2018 e andato avanti per oltre sette anni, della redazione dello stato passivo. I commissari (Giustino Di Cecco, Claudio Ferrario e Francesco Schiavone Panni per Bpvi, Alessandro Leproux, Giuliana Scognamiglio e Giuseppe Vidau per Veneto Banca) hanno comunicato la chiusura del lavoro con relazioni parallele datate 20 marzo, giorno in cui gli stati passivi sono stati depositati ai tribunali di Vicenza e Treviso e in Banca d’Italia.

I numeri

Il lavoro parallelo ha condotto a risultati differenti nei numeri. Nel caso di Bpvi, oltre 28 mila le richieste d’insinuazione al passivo, per 3 miliardi di euro (2,8 i crediti chirografi, 196 milioni i privilegiati, 2 milioni in prededuzione), per poco più della metà – 15 mila richieste per 2 miliardi, il 70% del totale – su pretese degli azionisti legate a violazioni sulla compravendita delle azioni. Ma a Vicenza ci sono anche molte richieste di obbligazionisti subordinati, oltre 12 mila per 587 milioni; 845 le istanze di altri creditori, per 370 milioni, il 12% del totale. In Veneto Banca, le richieste d’insinuazione sono meno della metà rispetto a Vicenza, 12.527 per 2,6 miliardi. Le pratiche degli azionisti, 11 mila, nel caso di Montebelluna sono l’88% del totale, ma solo il 59% dell’importo, 1,5 miliardi. Opposto, rispetto a Vicenza, il quadro sulle obbligazioni: solo 451 domande, ma con un importo superiore a Vicenza, 635 milioni; 436 i milioni chiesti dagli altri creditori, con quasi mille domande.

Esclusi e ammessi

Il vaglio dei liquidatori ha escluso le richieste dei soci che avevano firmato la transazione tombale con le banche del 2017. Nella valutazione sulle azioni, tenuto in conto anche il periodo d’acquisto, tra il primo gennaio 2013 e il 31 marzo 2015, compresi gli aumenti di capitale. Il risultato, nel caso di Bpvi, ha escluso 1,6 miliardi di crediti, facendone entrare 1,4: 1,2 quelli ammessi (6,3 milioni con privilegio, 636 milioni chirografi, 577 milioni chirografi postergati), 198 milioni gli ammessi con riserva. Nel caso di Veneto Banca, esclusi 1,5 miliardi di crediti. Ammessi 993 milioni (9,5 con privilegio, 353 chirografi, 630 chirografi postergati) e 33 milioni con riserva, per 1.028 milioni totali.

Le opposizioni

Gli esclusi hanno ora 15 giorni dal ricevimento della comunicazione per opporsi. In ogni caso dalla liquidazione i creditori non possono attendersi nulla, come i commissari hanno già scritto più volte nelle relazioni annuali, usando la formula che «non sono ravvisabili concrete prospettive di soddisfacimento dei creditori» diversi da Intesa e dallo Stato. Questo, in particolare, per le cifre che le liquidazioni dovranno ripagare, con il recupero dei crediti deteriorati, a Intesa e allo Stato prima dei crediti chirografi, secondo quanto stabilito dalla legge di liquidazione. Succede per i prestiti, garantiti dallo Stato, concessi da Intesa alle liquidazioni subito dopo la partenza delle gestioni, 3,2 miliardi nel caso di Vicenza e 3,1 in quello di Montebelluna. Vi si aggiungono 2,4 e 2,3 miliardi di oneri di ristrutturazione e di contributi sul capitale al momento della liquidazione dati a Intesa (che si era presa le due banche) dallo Stato, e che li aveva dati da recuperare ai liquidatori.

I prestiti

Infine sul conto ci sono i prestiti fatti da Intesa alle liquidazioni per farsi ripagare i crediti retrocessi come deteriorati dopo la fine delle banche: 621 milioni a Vicenza, 334 a Montebelluna. In tutto, il conto da restituire, prima dei creditori, è di 11,9 miliardi: 6,2 per Bpvi e 5,7 per Veneto Banca. In Veneto Banca, i commissari avevano già comunicato che la gestione, fino al 2022, su 6 miliardi di patrimonio, ne aveva recuperati 2,2, 2 dei quali andati a Intesa. Resta un patrimonio di 1,8 miliardi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post recenti

Newsletter Adico

Iscriviti subito alla nostra newsletter, riceverai notizie e informazioni sulle nostre attività!




Con l'iscrizione dai il consenso al trattamento dei tuoi dati personali! Prima di inviare e acconsentire prendi visione dell'informativa sul trattamento dei dati nella sezione privacy policy*

Continuando a navigare nel sito acconsenti all'uso di Cookie Tecnici neccessari che permettono di offrire la migliore esperienza di navigazione, come descritto nell'informatva sulla privacy.