Pass ztl scaduto, 62enne mestrina residente in centro riceve oltre 40 multe. Adico: “avvertita con un semplice e ambiguo sms. Chiediamo l’annullamento delle 16 sanzioni non ancora pagate”

Mestre. Esiste nel 2025 un metodo più efficace dell’ sms per comunicare a un cittadino la scadenza di un permesso, come quello per il transito nelle zone a traffico limitato? La risposta appare scontata ma evidentemente non lo è. Per l’ennesima volta, infatti, Adico si ritrova ad assistere un automobilista (nel caso specifico, una automobilista) che ha fatto collezione di multe per il mancato rinnovo del pass.

Nel caso specifico la protagonista della disavventura è una 62enne mestrina che fra ottobre e novembre del 2024 ha accumulato oltre 40 contravvenzioni per aver attraversato la ztl mestrina con il permesso non più valido. la donna, come succede sempre in questi casi, si è accorta del problema solo dopo la consegna delle prime multe ma ovviamente, nel frattempo, ne aveva già prese molte altre dato che vive nel pieno centro cittadino, in via Ospedale, e transita più volte al giorno nelle aree limitate al traffico.

La 62enne ha già pagato gran parte delle multe che le sono arrivate e sulle quali non è possibile presentare alcun ricorso, proprio perché il pagamento, nell’ambito del codice stradale, rappresenta un’ammissione di colpa. Per le “ultime” 16 (valore complessivo di circa 1.500 euro), invece, la donna ha deciso di affidarsi all’ufficio legale dell’Adico che già diverse volte è stato chiamato in causa su questo fronte, anche a difesa di automobilisti disabili ai quali era scaduto il pass riservato agli invalidi. Qui parliamo invece di una residente che non si era resa conto della scadenza, cosa umana visto che il permesso vale un anno da quando lo si ottiene e può succedere di scordare la scadenza. Visto però che questa dimenticanza può costare davvero cara, esiste un modo sicuro e concreto per avvisare a ridosso della scadenza il diretto interessato in modo che possa procedere con il rinnovo?

“Da quello che ci ha spiegato la nostra socia – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – i vigili le hanno spiegato di averla avvertita con un semplice sms fra l’altro generico, perché accennava alla scadenza di un permesso non meglio specificato e la donna pensava si riferisse a quello relativo al transito in zona pedonale, di cui al momento non ha bisogno. In ogni caso, ha sborsato oltre 2 mila euro per pagare il primo blocco, ora però interveniamo noi basandoci anche su molte sentenze per chiedere l’annullamento delle multe restanti. La ratio attorno alla quale ruota la nostra posizione è propria quella legata all’inadeguatezza della comunicazione. A nostro giudizio questa scadenza richiederebbe un messaggio via Pec o via raccomandata, entrambi strumenti che hanno valore legale. In alternativa, sarebbe il caso di avvertire anche con una telefonata l’automobilista incappato nella dimenticanza appena preparate le prime multe. E sottolineo, appena preparate, perché se si attende l’invio, nel frattempo la “vittima” rischia di incappare ripetutamente nella stessa violazione, accumulando appunto importi da infarto. Ricordiamo che in vari pronunciamenti della Cassazione la buona fede viene ritenuta elemento importante per procedere con la cancellazione della sanzioni”.

Nel caso in cui la richiesta di annullamento non vada a buon fine, l’associazione richiede l’ingiunzione di pagamento solo per le spese di notifica e, in ultimissima istanza, il “pagamento dei minimi edittali dei provvedimenti impugnati e, comunque, in casi di infrazioni commesse dello stesso giorno, di un solo verbale di accertamento”.

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